Torrette, parole chiare ai no-vax: «Massima attenzione a violare l’obbligo, poi c’è la Corte dei conti»

Domenica 16 Maggio 2021 di Maria Cristina Benedetti
Il direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti Antonello Maraldo

ANCONA  - Procede per gradi Antonello Maraldo. A tutti gli operatori sanitari dell’azienda che non sono ancora vaccinati, rinnova l’invito a farlo. Offre le istruzioni per l’uso: prenotarsi presso il centro dedicato di Torrette che, a giorni, si trasferirà dal quinto piano a meno uno. Al terzo punto, il direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti mette in guardia: «Oltre all’obbligo, e a tutta la procedura che ne deriva, c’è il rischio potenziale che i nostri dipendenti possano essere oggetto anche di altre forme di responsabilità: civile, penale, erariale e disciplinare».

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Col passaggio che segue arriva alla sostanza, ai numeri di chi potrebbe essere davvero in bilico su quel filo. Con una premessa: «Il termine no vax va usato in maniera ragionata. Non tutti si dovevano vaccinare». Si affida a un esempio: «Tra ottobre 2020 e marzo 2021 abbiamo avuto 160 dipendenti che si sono positivizzati: si devono immunizzare, ma solo trascorso un certo lasso di tempo». 


Riordina le cifre: «Concretamente ne contiamo circa 400, che non hanno ricevuto alcuna dose, un numero dal quale devo togliere quei 160 che sono risultati contagiati, e altrettanti che erano in malattia o in aspettativa lunga». Prudenza innanzitutto: «Sul numero che rimane - va con il nota bene - dobbiamo verificare che non siano soggetti vaccinati in un centro diverso dal nostro». Sfronda al massimo e procede per deduzione: «È bassa la percentuale di chi non l’ha fatto per scelta. Non ho un dato certo, perché è riservato, ma l’ordine di grandezza e tra i 40 e i 60». È a loro che Maraldo raccomanda di rispettare le misure di prevenzione dell’infezione in ambito assistenziale, dettate dal decreto del primo aprile di quest’anno. Entra in ogni piega: «Il numero 44, articolo 4 comma 1». Traduce in pratica: «Perché le inosservanze e i comportamenti caratterizzati da dolo o colpa grave da parte del dipendente prevedono l’interessamento della Corte dei conti per accertare un’eventuale responsabilità per danno erariale». È per questo che «abbiamo voluto dare un’informazione». Torna a insistere: «È un rischio reale, sul quale occorre una profonda meditazione per evitare di aggravare le proprie posizioni». Rinnova l’invito a non voltare le spalle a un obbligo che è anche responsabilità personale.


Sull’altro fronte della battaglia al Coronavirus ci sono gli Ospedali Riuniti che allentano lo stato di emergenza. Anche ieri dei 91 posti Covid quelli occupati erano meno di quelli liberi: 42 contro 49. In particolare a Torrette nei reparti ordinari il rapporto era di 20 a 20; nella semintensiva a 7 letti presi ne corrispondevano 14 ancora a disposizione. In rianimazione tornava a invertirsi l’ordine: 10 a 8. Al Salesi i ricoveri da contagio erano 5 in tutto: 4 nel reparto ordinario e uno in intensiva. Va attenuandosi ormai da settimane la tensione, alla quale corrisponde una graduale ripresa di ciò che era consueto nell’era pre-pandemia. Mercoledì scorso c’è stata una riunione tra i dirigenti (generale, amministrativo e sanitario, la triade Caporossi-Maraldo-Pasqualucci) e i responsabili di alcuni reparti di area chirurgica per tentare di incrementare, dai prossimi giorni, l’attività delle sale operatorie.


Un’accelerazione parziale, che potrebbe tradursi, al massimo, in nove operazioni in più a settimana. Una dato, è la voce che si leva dalle corsie, per ora solo tendenziale. «Avremmo spinto di più - fa notare Maraldo - se avessi avuto maggiori garanzie sul ritorno più rapido alla normalità. Ha prevalso l’equilibrio della prudenza. Per evitare di ripiombare in una situazione diffusa di recrudescenza del Covid». Avanti, piano.

 

Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 09:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA