Tenta di impiccarsi al parco: salvato da un ragazzo di passaggio che l'afferra per i piedi

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Stefano Rispoli
Tenta di impiccarsi al parco: salvato da un ragazzo uscito di casa a fumare una sigaretta

ANCONA - Era uscito per fumare una sigaretta nel parco sotto casa quando si è imbattuto in una scena da brividi. Nel buio, la sua attenzione è stata catturata dal bagliore di un cellulare che emetteva frasi pronunciate in lingua straniera. Poi, ha notato un uomo che, con un lenzuolo fissato ad un albero e annodato attorno al collo, si è lasciato andare, compiendo un salto verso la morte. È corso verso di lui, l’ha afferrato per i piedi, l’ha sollevato e così è riuscito a salvargli la vita. 

 

La ricostruzione

L’eroe per un giorno è un ragazzo anconetano di 22 anni che lunedì sera era seduto su una panchina del parchetto di via delle Grazie quando si è trovato di fronte al gesto disperato di un 33enne originario del Bangladesh, ma residente in città, che ha tentato di impiccarsi ad un albero. Non sono chiari i motivi che l’hanno fatto sprofondare in uno stato d’angoscia tale da desiderare la morte. Non è riuscito a spiegare perché volesse farla finita in quel modo neppure ai soccorritori del 118 e agli agenti della Squadra Volante, intervenuti dopo il provvidenziale salvataggio da parte del 22enne. L’aspirante suicida ora si trova in cura all’ospedale di Torrette, dove è stato sedato, assistito dai medici che gli hanno garantito tutta l’assistenza psicologica del caso. Senza il tempestivo intervento del 22enne, probabilmente il bengalese sarebbe andato incontro alla morte, forse nel pieno di un delirio mistico. 

Il racconto 

A detta del ragazzo che l’ha salvato in extremis, infatti, il 33enne stava ascoltando dei versi del Corano accompagnati da una musica orientale diffusa dal cellulare quando ha deciso di lasciarsi cadere nel vuoto. Aveva portato con sé, nell’oscurità del parco, un lenzuolo che aveva legato al ramo di un albero, per poi arrotolare l’altra estremità al collo. In un primo momento il testimone non si è reso conto di quali fossero le sue reali intenzioni, ma ha capito la gravità della situazione quando ha visto il corpo del bengalese penzolare nel vuoto. A quel punto è corso verso di lui e l’ha sollevato per i piedi, consentendogli di respirare. Entrambi sono caduti a terra. Poi la telefonata al Nue 112, l’arrivo di polizia e 118 e la corsa all’ospedale, dove il 33enne, agitato e in stato confusionale, è stato trattenuto in osservazione. Ora è fuori pericolo. 

 

Ultimo aggiornamento: 15:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA