Ancona, lei lo lascia, lui la pedina anche in spiaggia: ora lo stalker 30enne non può più avvicinarsi

Ancona, lei lo lascia, lui la pedina anche in spiaggia: ora lo stalker 30enne non può più avvicinarsi
Ancona, lei lo lascia, lui la pedina anche in spiaggia: ora lo stalker 30enne non può più avvicinarsi
di Federica Serfilippi
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Giovedì 8 Settembre 2022, 09:56

ANCONA - Lei lo lascia per una gelosia eccessiva e lui inizia a perseguitarla, pedinandola anche al mare, tanto da spingerla a cambiare spiaggia. Sono i contorni della denuncia sporta nelle scorse settimane da un’anconetana che ha puntato il dito contro il suo ex fidanzato, un 30enne ora accusato di stalking.

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Dopo le indagini-lampo della Squadra Mobile, l’uomo è stato colpito dal giudice dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima. Non potrà neanche mettersi in contatto con lei, tramite social o chiamate, pena l’aggravamento della misura restrittiva. 

Stando a quanto constatato dalle indagini portate avanti dagli agenti coordinati dal vice questore Carlo Pinto, gli atti persecutori sarebbero iniziati con la decisione della donna, poco più giovane dell’indagato, di troncare la relazione. Il motivo? La troppa gelosia di lui, tanto da sfociare in ossessione. Il 30enne non avrebbe affatto preso bene la decisione della donna di prendere strade separate. E, così, avrebbe tentato un riavvicinamento. Che, per la procura, sarebbe sfociato nella persecuzione. La vittima, in sede di denuncia, ha raccontato ai poliziotti delle molestie subite, parlando soprattutto di pedinamenti e appostamenti sotto casa della vittima e delle amiche di lei. Il 30enne voleva sapere costantemente dove fosse la donna. Addirittura, la vittima ha sostenuto di aver dovuto cambiare spiaggia per paura di ritrovarsi vicino il suo ex. 
L’uomo infatti, stando a quanto contestato, sarebbe arrivato a pedinarla fino al mare in più di un’occasione. Gli appostamenti, i pedinamenti e il continuo pressing psicologico subito avrebbero creato nella donna un perdurante stato di ansia e paura, tanto da costringerla a cambiare le sue abitudini di vita. Alla fine, si è decisa di denunciare tutto alla polizia. Grazie alla legge del Codice Rosso, le indagini si sono svolte velocemente e in poco tempo gli agenti della Mobile sono stati in grado di portare sul tavolo della procura un’informativa che ha consentito di chiedere e ottenere dal giudice un provvedimento restrittivo nei confronti dell’indagato. Se dovesse violare le prescrizioni che gli sono state imposte, la misura cautelare potrebbe aggravarsi.

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