Lo sportello Conerobus chiude, l'uomo in fila sbotta: rissa sfiorata, arriva la polizia

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Stefano Rispoli
Ancona, lo sportello Conerobus chiude, l'uomo in fila sbotta: rissa sfiorata, arriva la polizia

ANCONA - Era in fila da più di due ore per acquistare un abbonamento per l’autobus e quando lo sportello ha chiuso, benché ci fossero ancora diversi utenti da servire, non ci ha visto più. Dagli insulti si è passati alle minacce e per poco non si è arrivati alle mani. Una situazione talmente esplosiva che si è reso necessario l’intervento della polizia per placare gli animi bollenti e riportare tutti alla calma. 

LEGGI ANCHE:
Due esplosioni, poi le fiamme. La notte di fuoco ha tenuto con il fiato sospeso Ancona. Nube: chiuse scuole, parchi, università e uffici al pubblico. Il Comune. "Uscite solo se indispensabile". Primi responsi per l'aria

Auto, camper e furgoni abbandonati in strada: i carabinieri ne sequestrano 325. Multe per 280mila euro

Succede anche questo, in tempi di post-Covid, alla biglietteria della Conerobus di piazza Ugo Bassi, dove lunedì pomeriggio sono sopraggiunte a sirene spiegate tre volanti della questura per una lite furibonda. A pagarne le spese, l’anconetano di circa 50 anni che ha perso le staffe e ha rimediato una denuncia d’ufficio per violenza privata. La scintilla è scattata quando i due operatori dell’azienda di trasporto locale, al termine del turno di lavoro, hanno deciso di abbassare la saracinesca. Legittimo, perché ormai erano le 19, ma forse non la soluzione ideale perché in coda c’erano ancora molte persone che hanno perso la pazienza quando, dopo un’attesa infinita, sono state invitate a tornare il giorno dopo. 
 
C’è chi ha compreso la situazione e chi, invece, ha reagito malissimo, come il 50enne che ha cominciato a discutere con uno degli impiegati, spiegando le sue ragioni. Di fronte all’ennesimo “no”, ha dato in escandescenze: con un piede ha impedito che gli venisse chiusa la porta in faccia, poi si è messo a urlare insulti e minacce contro il dipendente di Conerobus. Il collega, temendo il peggio, ha chiamato il 113. All’arrivo delle Volanti, in fila c’erano anche anziani e ragazzi, esausti, arrabbiati perché si aspettavano un prolungamento dell’orario di chiusura, ma pure spaventati dalla lite che stava assumendo toni sempre più accesi. Il 50enne in preda all’ira ha continuato ad attaccare l’impiegato anche in presenza degli agenti: pretendeva di parlare con il “capo” e alla fine è stato accontentato. Nella biglietteria del Piano è arrivato il presidente di Conerobus in persona, Muzio Papaveri, che ha invitato l’utente su di giri a calmarsi e gli ha spiegato il perché della lunga attesa. «Oltre alle domande per gli abbonamenti, che statisticamente registrano un’impennata da fine agosto in concomitanza con la ripresa delle scuole, dobbiamo fare i conti con circa 10mila richieste di voucher per i servizi sospesi durante il periodo della quarantena e da rimborsare - sottolinea Papaveri -. Fino a giovedì scorso la situazione è stata tranquilla, ma da venerdì le file sono aumentate considerevolmente e i tempi d’attesa si sono allungati. Ci scusiamo con gli utenti e, per ovviare al problema, incrementeremo il personale negli orari di maggiore affluenza». L’azienda sta valutando anche di introdurre un eliminacode per la gestione dei clienti con i numerini, come al supermercato. 

Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 11:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA