Il nodo delle concessioni aleggia sulle spiagge dei veleni, ma intanto le prenotazioni volano

Sabato 19 Marzo 2022 di Maria Cristina Benedetti
Il nodo delle concessioni aleggia sulle spiagge dei veleni, ma intanto le prenotazioni volano

ANCONA - Il mare rigenera, la spiaggia preoccupa. «La stagione che riparte e le spade di Damocle della direttiva Bolkestein e del caro energia, che pendono sulle teste di noi balneari, s’intersecano». Enzo Monachesi, storico imprenditore di Senigallia, ex assessore della giunta Mangialardi e per 13 anni presidente regionale del Sib, il sindacato di categoria, al saliscendi delle maree è abituato da sempre.

 

Continua a viverlo sulla pelle, dorata dal sole e tirata dalla salsedine, e dal fronte del suo Piccolo Lido. «Il 25 aprile - piazza il primo paletto - riapriremo quasi tutti. Il periodo estivo è terapeutico, tutti l’aspettiamo. I clienti già mi stanno chiamando per dirmi che non vedono l’ora di godersi la vacanza. Non temo per la loro mancanza, torneranno. La mia preoccupazione, semmai, è quella di poter essere ancora in grado di dare risposte adeguate, servizi all’altezza». Arriva al nodo, stretto fino a strozzare idee e aspettative. «Non investo più, non posso farlo. La concessione da parte dello Stato varrà fino al 2033, ma è stato deciso che le assegnazioni avverranno tramite una gara, nel 2024. Tra due anni appena». È qui che depone le armi: «Avevo un progetto da 3-400mila euro per rinnovare lo stabilimento. Evidente, non se ne farà niente».

Sos energia 

Sconsolato, ricorda: «Siamo la classica micro-impresa, la spina dorsale dell’Italia. Per noi l’investimento sul demanio è famiglia, lavoro, casa. Tutto. Sarà una tragedia sociale». Onda su onda, i timori s’affollano. «Dobbiamo affrontare anche la questione dei prezzi da applicare. L’Enel - Monachesi assembla il mosaico delle doglianze - mi ha già avvertito che, secondo una previsione, quest’anno spenderò 4.500 euro in più. Io sono un’azienda, dovrò trovare il modo di farli uscire da qualche parte». Estate, che sarà. 

Sul Conero 

Non si fa prendere dallo sconforto, Luca Paolillo. «Le richieste sono tante, non riusciamo ad accontentare tutti». La sua voce vale doppio: gestisce la spiaggia del Taunus di Numana ed è il presidente dell’associazione dei bagnini della Riviera del Conero. «Proprio oggi (ieri, ndr) il Comune ci ha dato il permesso per i lavori di sistemazione dell’arenile». Detta il cronoprogramma, il suo: «I primi di aprile inizierò ad abbassare le dune che, ogni anno, innalziamo per difenderci dalle mareggiate, alla fine dello stesso mese passerò al livellamento della spiaggia. I primi di maggio sistemerò gli ombrelloni. Il 24 dovremo essere pronti a partire». Mantiene alto il morale: «La stagione - ribadisce - si sta presentando bene, abbiamo molte prenotazioni: in attesa di conoscere le nuove regole sul distanziamento, ne teniamo qualcuna in stand by. Di certo, a Numana, non torneremo ai 16mila ombrelloni del periodo pre-Covid, ma cercheremo di recuperare parte dei 4mila persi durante l’emergenza sanitaria. Puntiamo ad assestarci su quota 13.500». Allenta di poco l’entusiasmo: «L’anno scorso ho investito tanto e non credo di riuscire ad ammortizzare al 100% la spesa in due anni. A ottobre ho cambiato le tele a 600 lettini». Resistere per lui è un dovere: «Ripeto, sono un ottimista: non posso credere che tra ventiquattro mesi toglieranno tutto a tutti. E poi noi abbiamo in mano le concessioni fino al 2033, faremo ricorso. Vedrete». Sarà il mare, che rigenera.

 

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