La rivolta degli operatori di via XXIX Settembre contro la rivoluzione sosta: «I parcheggi cancellati dalla pista ciclabile? Mazzata per il centro»

La rivolta degl operatori di via XXIX Settembre contro la rivoluzione sosta: «I parcheggi cancellati dalla pista ciclabile? Mazzata per il centro»
La rivolta degl operatori di via XXIX Settembre contro la rivoluzione sosta: «I parcheggi cancellati dalla pista ciclabile? Mazzata per il centro»
di Teodora Stefanelli
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Venerdì 24 Dicembre 2021, 08:17 - Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre, 17:16

ANCONA - I lavori in corso per la riqualificazione della passeggiata e la futura realizzazione della pista ciclabile definitiva in via XXIX Settembre continuano a sollevare proteste tra i commercianti e residenti della zona. Il cantiere crea già abbastanza disagi, per non parlare della notizia che riguarda la cancellazione di 25 posti auto per fare posto alla ciclabile. Sara Ambrosio del locale Amarcord: «Da quando hanno iniziato i lavori a fine luglio in questa zona non si capisce più niente. È sempre un po’ una rincorsa all’ultimo posto». 

 
Il nodo 
Sì perché, soprattutto in questo periodo di feste, è difficile trovare parcheggio e anche nei park sotterranei come Cialdini e Traiano si rischia di non trovare spazio. «C’è gente che ha dovuto cancellare la prenotazione a cena perché girava a vuoto per ore senza trovare parcheggio». Proprio per cercare di trovare una soluzione si è costituito il Comitato di via XXIX Settembre. Tra i suoi portavoce c’è Tommaso Buglioni, titolare dello storico negozio Tom Tattoo. «Così si dissuadono le persone dalla passeggiata in centro città. Sarebbe un danno grave sia per i commercianti della zona ma anche per tutte le attività. Non solo di questa zona. Qui sotto passano moltissime persone che vogliono andare sul Corso». 
Tom parla dell’incontro di mercoledì sera con il sindaco Valeria Mancinelli e con alcuni assessori. «Ci hanno spiegato che i posti auto eliminati saranno recuperati nell’area sotto Porta Pia, già ceduta dall’Autorità portuale al Comune, dove ora posteggiano i tir. Altri posti sarebbero dirottati al parcheggio degli Archi». Continua Bugiioni: «Non è questa la soluzione perché, ad esempio, io quando vado a lavorare in studio ho le mie tele, i miei attrezzi. Non posso pensare di fare avanti e indietro con l’autobus tutti i giorni. Il Comitato si è costituito per far fronte alla problematica e per valorizzare questo tratto di passeggiata che è uno dei più belli di Ancona». Il cantiere andrà ancora avanti per un paio di mesi. A sollevare critiche e scetticismi anche Marco Cambria dell’omonima tabaccheria. «Viviamo male questa situazione. Nessuna via è percorribile se non quella di lasciare i parcheggi dove sono. La strada è abbastanza grande per ospitare sia la pista ciclabile che i parcheggi. Inoltre, da quello che so, dovrebbero anche risistemare l’illuminazione. Quindi, se spostano i pali, è ancora più plausibile che possano coesistere le due cose. Ci sarebbe poi un’altra opzione, ossia far passare la ciclabile al di sotto (all’altezza della banchina). E’ anche più sicuro. Però lì si entra nell’ambito del demanio e la storia cambia». Visti i pochi posteggi, le persone assaltavano gli spazi disponibili ma «da quando gli ausiliari del traffico hanno iniziato a fare le multe sul carico e scarico la situazione è leggermente migliorata». Poi Cambria fa un esempio per rendere l’idea di quanto siano utili i posti: «Mia moglie nel pomeriggio deve scaricare degli scatoloni di sigarette. Quelli sono beni di Stato, è un’operazione che deve essere fatta in fretta. Non si può lasciare la merce incustodita, sarebbe rischiosissimo». La parte riservata ai pedoni, lungo via XXIX settembre, è interrotta da pali della luce e dalle colonnine dei parcometri. Un problema anche per i disabili in carrozzina. «Questa cosa – prosegue Cambria - è stata gestita male dall’inizio. C’è uno spazio piccolissimo per i pedoni e le carrozzine fanno fatica a passare, con buona pace di mamme e disabili. Hanno tolto anche le panchine dove le vecchiette si riposavano o i bimbi si sedevano per mangiare il gelato guardando il mare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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