Auto ovunque, furbetti e avvertimenti ai dipendenti: a Torrette il parcheggio è una bolgia, l'azienda cerca soluzioni

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Stefano Rispoli
Caos sosta al parcheggio dell'ospedale di Torrette

ANCONA - Nella bolgia di Torrette vincono i furbetti e finiscono all’inferno i dipendenti, che rischiano procedimenti disciplinari per colpa della carenza di parcheggi ma, soprattutto, per chi li occupa abusivamente. I preavvisi di accertata violazione ondeggiano come cartellini gialli sul parabrezza delle auto munite di pass ma posteggiate fuori dalle strisce, sia pure di pochi centimetri. 

 

 
«Sanzioni non sono mai state adottate, ma diversi procedimenti disciplinari sono stati aperti per violazione del regolamento aziendale sulla sosta - dice Raffaele Miscio, responsabile territoriale di Fp Cisl -. Le regole vanno rispettate, ma da parte di tutti. Piuttosto che accanirsi contro chi ha un regolare permesso, l’azienda dovrebbe verificare e punire chi entra senza pass. I furbi sono a decine. Abbiamo perfino fotografato nel parcheggio dei dipendenti un’auto con il parasole: considerando che piove da giorni, chissà da quanto tempo sta ferma lì». I sindacati puntano il dito contro la carenza di controlli che favorirebbe la sosta abusiva. Ma è solo un tassello in un mosaico di criticità che ogni giorno si vive all’interno della cittadella sanitaria di Torrette. La situazione, già di per sé caotica, è drasticamente peggiorata da quando s è messo in moto il maxi cantiere per la realizzazione del nuovo plesso destinato ad ospitare il polo pediatrico: gli spazi per le auto sono stati progressivamente erosi dalle ruspe in azione e, di conseguenza, si è ridotta l’offerta di posti non tanto per gli utenti e i pazienti, ma per chi va all’ospedale per lavorare e, ogni giorno, si vede costretto a intraprendere una disperata ed estenuante caccia al parcheggio. Agli Ospedali Riuniti, dopo l’ennesima segnalazione, hanno deciso di correre ai ripari: domani si terrà un vertice aziendale per affrontare il tema e assumere una serie di iniziative. 
«Si tratta di un problema storico, acuito dai cantieri in corso che coesistono e, una volta terminati, miglioreranno la qualità del servizio - spiega il direttore amministrativo, Antonello Maraldo -. Non possiamo fare miracoli, ma abbiamo delle idee da applicare nel breve, medio e lungo termine, fermo restando che le soluzioni vanno anche cercate altrove, nei parcheggi comunali e nel potenziamento del trasporto pubblico». L’ipotesi del parcheggio multipiano è finita in freezer: l’ultimo project financing è stato analizzato dettagliatamente, «ma non aveva caratteristiche giuridiche ed economiche compatibili con la nostra situazione e rispondenti all’interesse pubblico», sottolinea Maraldo. Ma servono soluzioni immediate: più controlli agli ingressi, per dirne una. La chiusura delle sbarre davanti al Pronto soccorso.
O ancora, l’installazione di telecamere intelligenti, in grado di leggere le targhe: forse è questo il deterrente più efficace per contrastare l’azione dei furbetti che si esibiscono in manovre da ritiro della patente: c’è chi, sprovvisto di badge, entra contromano nel parcheggio dei dipendenti (lato via Tronto) e chi si mette in fila dietro agli altri automobilisti regolari, sgasando nel tentativo di passare prima che la sbarra di abbassi. Con la stessa tecnica molti riescono ad intrufolarsi indebitamente anche nel parcheggio della Facoltà di Medicina, nonostante la presenza di una doppia sbarra. Il tetris delle auto posteggiate ovunque, a ridosso dei muretti, sulle strisce pedonali davanti all’ingresso principale dell’ospedale o lungo le corsie riservate, finisce per ostacolare il servizio di soccorso e intrappolare le ambulanze, già costrette a passare sul marciapiede per via del restringimento della carreggiata interna dovuta alla presenza del cantiere: un rischio anche per i pedoni più distratti, che non si servono dell’apposito percorso in sicurezza allestito ad hoc. La minaccia peggiore, tuttavia, è all’esterno, in via Conca, dove i lavori per il nuovo sovrappasso non sono ancora cominciati e il semaforo a chiamata continua a rappresentare un pericolo per i pedoni e un intralcio al traffico, con lunghe code dovute anche al fatto che una delle due corsie a scendere, causa lavori, è riservata ai mezzi in uscita dall’ospedale. 

 

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