Trasferito il questore Pallini, il sindaco: «Ancona non è come Bolzano: al territorio servono più forze dell'ordine»

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Stefano Rispoli
Il sindaco Valeria Mancinelli

ANCONA - «Ancona non è come Bolzano: è un territorio complesso e non lo si può sguarnire di forze dell’ordine, per quanto sul piano della sicurezza la situazione sia migliorata negli anni». Il vorticoso valzer ai vertici della Questura dorica lascia di stucco anche il sindaco Valeria Mancinelli.

 

Quattro avvicendamenti in trenta mesi: inaccettabile per un capoluogo di regione che paga il declassamento in terza fascia, sancito dal Viminale nell’ambito del piano di riassetto del 2018. Succede, così, che il questore Giancarlo Pallini, approdato nelle Marche nel febbraio 2020 e promosso a dirigente generale, debba lasciare l’incarico per trasferirsi a Bolzano perché la questura di Ancona non può essere più retta da una figura così qualificata, a differenza della provincia autonoma altoatesina.


«La complessità di un territorio non può essere misurata solo sul parametro del numero di reati o di denunce - sostiene il sindaco -. Sia chiaro, i dati vanno visti in senso positivo perché significa che la città e la provincia sono più sicure, di qui la scelta del Ministero di collocare la Questura di Ancona in una fascia inferiore. Ma proprio perché si è raggiunto questo risultato occorre non ridurre le forze in campo in un territorio che, al di là dei numeri, ha un porto, un aeroporto e una serie di criticità per le quali andrebbe equiparato quantomeno a Bolzano». E invece no. Dopo Claudio Cracovia, trasferito a Trento nel febbraio nel 2020, adesso tocca a Giancarlo Pallini raggiungere Bolzano: soltanto a fine mese Ancona conoscerà il nuovo capo del quartier generale di via Gervasoni. 
«Gli ultimi due avvicendamenti sono stati velocissimi e può darsi pure che, dopo il passaggio ad un’altra fascia, da intendersi come una promozione per il lavoro svolto in tema di sicurezza e non una bocciatura, la nostra Questura sia vista come una stazione di passaggio - ammette la Mancinelli -, ma va sottolineato che se cambia un questore non si ricomincia tutto daccapo: il lavoro fatto negli anni si è sedimentato, ci sono funzionari bravissimi che assicurano continuità. Certo sarebbe preferibile che vi fosse una permanenza più duratura del massimo vertice per la sicurezza e l’ordine pubblico, se non altro per non smarrire un bagaglio di esperienze e di conoscenza del territorio». Ma il punto focale è un altro. Il taglio di forze dell’ordine determinato dalla “retrocessione” è il frutto di un teorema al centro dell’ultima riforma dettata da esigenze di spending review: più sicuro è un territorio, meno presidio richiede. Ma è proprio questo assioma che viene rigettato dal sindaco. 
«Occorre far capire a Roma che Ancona e la sua provincia necessitano di un maggior numero di uomini e mezzi. Una delle operazioni che il Governo dovrebbe promuovere è un programma straordinario di assunzione di ulteriori 10mila addetti alla polizia di Stato da dedicare esclusivamente al territorio, non negli uffici, ma in strada perché il tema della microcriminalità esiste». Ne sa qualcosa il capoluogo dorico, turbato per un’estate intera dalle incursioni di bulli e baby gang. «Dovremmo impegnarci tutti di più, a cominciare dal mio partito - continua la Mancinelli -. Richiedere maggiori risorse e forze da impiegare sul territorio sarà il primo tema su cui mi confronterò con il nuovo questore». Ma se la coperta è corta, tirandola da una parte all’altra non si giungerà mai ad una soluzione. «Non bisogna farne una questione di campanilismo - evidenzia la prima cittadina - ma di opportunità: è doveroso porre all’attenzione del Ministero il fatto che il territorio anconetano, per la sua importanza, per le sue infrastrutture e le sue peculiarità, non può essere collocato ad un gradino più basso rispetto a Bolzano». 

 

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