Strage in discoteca a Corinaldo, condannata la banda dello spray. Ecco le pene per i sei giovani imputati

Giovedì 30 Luglio 2020
L'attesa per la sentenza per la strage in discoteca a Corinaldo davanti all'aula in tribunale ad Ancona

ANCONA - Condannati i sei della banda dello spray, responsabile della strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Senigallia. E' arrivata poco dopo le 14.40 la sentenza del tribunale di Ancona. Per il Gup del tribunale di Ancona Paola Moscaroli, gli imputatti Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah sono colpevoli. Le condanne, con gli "sconti" previsti dal rito abbreviato, variano da oltre 12 a 10 anni e 5 mesi. Pene inferiori alla richiesta della procura, il gup non ha riconosciuto l'associazione a delinquere. 

LA SENTENZA

A Ugo di Puorto e Raffaele Mormone 12 anni e 4 mesi e Raffaele Mormone, ad Andrea Cavallari 11 anni  e 6 mesi, Moez Akari 11 anni e 2 mesi,  Souhaib Haddada 10 anni e 11 mesi e infine Badr Amouiyah 10 anni e 5 mesi. Riconosciuti tutti o reati tranne dunque l’associazione a delinquere.

Le reazioni dei familiari: «Ci aspettavamo pene più severe. Nessuno ci ridarà mai i nostri cari».
 

 

Si è chiuso così in primo grado uno dei capitoli dell’inchiesta nata dopo la tragedia avvenuta tra la notte del 7 e 8 dicembre 2018 alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove si sarebbe dovuto esibire il trapper Sfera Ebbasta. I sei ragazzi della Bassa Modenese sono stati arrestati nell'agosto 2019 accusati di aver spruzzato all’interno del locale la sostanza urticante causa dello scompiglio infernale che fece circa 200 feriti e 6 vittime: cinque adolescenti (Asia Nasoni, Benedetta Vitali, Emma Fabini, Mattia Orlandi, Daniele Pongetti) e una mamma di 39 anni (Eleonora Girolimini).
 

 

I reati contestati erano associazione a delinquere (non ricosciuta oggi nella sentenza), omicidio preterintenzionale, lesioni personali ed episodi vari di furti e rapine. Il processo alla banda è iniziato il 5 marzo scorso e il 27 giugno le richieste di condanna del pm, pensantissime, per un totale di cento anni. L'altro filone dell'inchiesta riguarda invece, tra le altre cose, le condizioni del locale dove è avvenuta la tragedia e le responsabilità per avere stipato all'interno della discoteca un numero di persone novevolmente superiore alla capacità ricettiva: sono 17 gli indagati a piede libero.

Tra questi, i membri della Commissione di vigilanza dei locali di pubblico spettacolo dell’Unione dei Comuni Misa-Nevola, i proprietari dell’immobile, i gestori della Lanterna, l’addetto alla sicurezza la notte compresa tra il 7 e l’8 dicembre 2018, e due consulenti che – stando alla procura – avrebbero prodotto falsa documentazione. I reati contestati a vario titolo vanno dalla cooperazione in omicidio colposo plurimo aggravato (nella calca morirono cinque minori e una giovane mamma), alle lesioni anche gravi di 197 persone, passando per il disastro colposo aggravato dal fatto che il locale – secondo l’ipotesi accusatoria – non poteva essere destinato all’attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo e non garantiva le necessarie condizioni di sicurezza in caso di emergenza, e il falso ideologico.

 

Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 09:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA