Partono i saldi, shopping sotto le stelle
«Finito il tempo dei clienti in coda»

Sabato 1 Luglio 2017
Partono i saldi, shopping sotto le stelle «Finito il tempo dei clienti in coda»

ANCONA - Tornano oggi ad Ancona i Saldi sotto le stelle e mai come quest’anno la decisione di allungare l’apertura dei negozi fino a mezzanotte per la prima giornata di vendite a prezzi scontati si è rivelata lungimirante. «La maggior parte dei nostri associati del centro aderirà alla manifestazione – fa sapere Francesco Cinti, presidente comunale di Confcommercio, associazione che si occupa di organizzare l’iniziativa -. Del resto con il caldo è logico che si preferisca lavorare quando fa un po’ più fresco. Penso che molti, dopo il mare, verranno a farsi un giro in centro e approfitteranno dei negozi aperti. Anche perché i saldi estivi propongono capi leggeri che per loro natura hanno prezzi inferiori».

Però secondo Giancarlo Gioacchini di Confesercenti le file di fronte ai negozi sono scene che appartengono irrimediabilmente al passato: «I saldi hanno ormai perso la loro attrattiva perché quasi ovunque si fanno sconti tutto l’anno. Ciò non vuol dire che non ci sarà chi, in maniera oculata, andrà a caccia dell’occasione. Però penso che lo farà soprattutto la sera. Durante il giorno fa troppo caldo. In giro non c’è nessuno. La sera, invece, grazie ai tanti eventi che propone la città, le vie si animano ed è facile che la gente abbini shopping e divertimento».

Anche per Marco Pierpaoli di Confartigianato i saldi hanno perso valore, perché fanno parte di un piano di marketing complessivo che prevede incentivi all’acquisto per 12 mesi: «Comunque la stagione degli sconti genera sempre attesa, perché il contesto economico rimane difficile e perché è un’occasione per portare il consumatore in città. Personalmente non credo che il bel tempo possa costituire un fattore negativo. Anzi, esso favorisce l’afflusso turistico e così i saldi diventano una vetrina per le nostre aziende».

Andrea Riccardi, responsabile del settore commercio della Cna provinciale di Ancona, pensa anche al meteo: «E’ chiaro che se è caldo le persone preferiscono fare altre cose. Ma il fatto di non avere un grande afflusso in partenza, in termini assoluti cambia poco. Chi non viene il primo giorno verrà il secondo. Piuttosto il problema è che bisogna fare i conti con la riduzione generale dei consumi e con un mutato stile degli acquisti, che non prevede più clienti fidelizzati che si rivolgono sempre allo stesso negozio o a più negozi del quartiere, ma persone disposte ad andare anche in altre città per trovare il prezzo più conveniente».

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