Ancona-Roma, il treno è lo stesso, il nome no: beffa per i passeggeri fatti scendere

Sabato 22 Febbraio 2020
Ancona-Roma, il treno è lo stesso, il nome no: beffa per i passeggeri fatti scendere

ANCONA - Sulla tormentata tratta Roma-Ancona al campionario di beffe e disservizi mancava solo la coincidenza fantasma, il prodigio di un treno che cambia nome e continua il viaggio. L’ennesimo capitolo di un’odissea che continua a riservare colpi di scena a volte anche fantasiosi e divertenti - se non fosse per il disorientamento infastidito dei pendolari ormai quasi rassegnati ad acquistare insieme con il biglietto un cartincino degli imprevisti. A segnalarlo, con un sfogo social, è il collega Paolo Brera, inviato di Repubblica. Il suo racconto su Facebook sembra quasi una barzelletta, se non fosse tremendamente reale perchè vissuto in prima persona. 

LEGGI ANCHE:
Una donna stroncata da un malore mentre prega, choc alla chiesa dell'Immacolata

Barca vuota a quattro miglia dalla costa: allarme per la scomparsa di un pescatore

È andata così. Il treno giovedì sera era quello per Ancona, partito da Roma alle 21. Da programma chi doveva arrivare nel capoluogo marchigiano sapeva di dover cambiare a Foligno utilizzando, sempre sulla carta, due regionali veloci: il 2330 e il 21706. Alla stazione di Foligno l’altoparlante ha annunciato il fine corsa e una fantomatica coincidenza via pullman. Nessuna traccia di un altro treno per Ancona. Tutti giù dalle carrozze, guardandosi attorno perché un 21706 doveva pure esserci. Invece niente, il deserto. Neppure un controllore, nessuno a cui chiedere. 
Poi qualche viaggiatore più esperto ha preso in mano la situazione, andando in soccorso di chi con sguardo (e speranze di arrivare alla meta) un po’ persi non sapevo più cosa neanche cosa pensare. «Guardate che a volte è lo stesso treno che cambia nome». Non sempre, a volte. Bastava per accendere una luce nel buio della stazione. Tutti di nuovo a bordo del treno di prima con l’altoparlante che annunciava: «Benvenuti sul regionale 21706». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA