Ancona, il porto in apnea: zero movida e turisti invisibili

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Stefano Rispoli
Ancona, il porto in apnea: zero movida e turisti invisibili

ANCONA - Il porto senza estate fa i conti con le conseguenze del Covid: incassi dimezzati per gli operatori, traffico decimato, turisti alla spicciolata e crociere ancora ferme al palo.

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Per non parlare degli eventi: zero assoluto, dopo che già l’anno scorso era saltato il TiCiPorto per problemi organizzativi insorti in extremis e non c’era stato tempo per allestire un cartellone alternativo. Per il 2020 niente kermesse culinarie, niente street food, niente concerti. No, non sarà un’estate normale per lo scalo dorico, svuotato dall’emergenza sanitaria e dallo stop agli spostamenti, con i vincoli ai viaggiatori che sono caduti, almeno in parte, solo negli ultimi giorni. 
 
Segnali di ripresa
Qualcosa si è mosso nello scorso weekend: sono comparse le prime file agli imbarchi ed è ripartita l’attività dei traghetti per i passeggeri diretti in Grecia e in Croazia, sia pure a scartamento ridotto. Nulla a che vedere con i roventi fine settimana del passato né si può parlare di ritorno alla normalità, tuttavia piccoli segnali di ripresa arrivano da un porto che sognava di superare il record dei 100.109 croceristi e il milione e 200mila transiti del 2019 e, invece, ora trema all’idea di una stagione ormai compromessa. Chi pagherà un prezzo salato al Covid sono baristi e operatori: per fortuna ci sono gli anconetani, la sera, a ripopolare il luogo del cuore. Ma, certo, un porto antico così deserto non si era mai visto.
Bellezza sprecata
«Per ora abbiamo registrato un calo di fatturato del 30%: colpa delle restrizioni dei protocolli di sicurezza e dell’assenza di turisti - dice Andrea Brazzini di Anguì -. E’ a pranzo che vediamo la differenza: un crollo verticale. Gli anconetani, che oggi compongono il 99% della clientela, vengono più che altro alla sera e la mancanza di iniziative ha allontanato pure le persone dell’hinterland. E’ uno scandalo che il porto antico non venga sfruttato per la sua bellezza». Una location splendida, per certi versi unica, ma destinata a restare lontana dalla movida in questa strana estate 2020. «Immaginiamo che verrà cancellata anche la festa del mare: per fortuna ci resta il cantiere» sospira Andrea Manganelli della Bitta.
E’ mezzogiorno, al tavolo del suo bar si è appena seduta una famigliola, padre, madre, due bambini, occhi azzurri, biondissimi. Sono tra i primi turisti arrivati ad Ancona.
«Tedeschi? No, siamo di Bolzano - sorride Kristina -. Ci siamo fatti un giro in riviera, stupenda. Dopo tre mesi chiusi in gabbia, avevamo voglia di viaggiare, ma in Italia». Andrea prende le ordinazioni, poi riattacca: «Da qualche giorno abbiamo rivisto qualche turista francese e tedesco diretto in Grecia o in Croazia, ma ci mancano gli americani: loro sì che venivano con comitive di pullman e restavano qua, in attesa dell’imbarco serale. Speriamo che la situazione migliori, un’estate così non si augura».
Pochi metri più in là Marinella Manganelli, sorella di Andrea, straccio e scopa in mano, si dedica alla pulizia della Locanda del Porto che, dopo la ristrutturazione, si prepara alla riapertura ormai imminente.
«Avrei preferito riprendere l’attività in un momento più felice, ma voglio essere ottimista e pensare che la gente riprenderà presto a viaggiare - dice -. Io credo che sia frenata più da un discorso economico che non dalla paura del contagio. Qualcosa, comunque, si sta muovendo a livello di turisti. Resta il problema degli eventi: temo che quest’estate non si farà nulla al porto, purtroppo ci sono troppi rischi per gli organizzatori». Sì, sarà una stagione complicata e ai ristoratori non resta che farsi il segno della croce. 
Il cantiere
«Finora ci sono venuti a trovare quattro tedeschi e sono rimasta stupita pure io nel vederli: per il resto, ci salviamo grazie al cantiere navale, agli anconetani e agli amici che ci vogliono bene - commenta Nadia Lausdei della trattoria Da Irma -. La gente ha ancora paura a viaggiare, ci sono troppe incognite. E noi siamo qui a pregare perché non si verifichi un altro lockdown che sarebbe la fine». 
Meno fastidi
Si sognano le crociere, i turisti. Anche se Francesca Mabiglia del Barino ricorda che fino all’anno scorso non era tutto oro quel che luccicava. «I croceristi? Non li vedevamo neanche prima. Come sbarcano, vengono indirizzati in gruppo verso altre destinazioni e da noi non si fermano per niente, così come i turisti in transito che devono attendere il traghetto chiusi nelle reti. Nonostante i nostri incassi si siano dimezzati, paradossalmente siamo più tranquilli perché non abbiamo più a che fare con ubriaconi e personaggi molesti. Il Coronavirus, da questo punto di vista, ha garantito un repulisti».

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