Ancona al buio per risparmiare: quanti pericoli, pedoni e ciclisti come birilli

Ancona al buio per risparmiare: quanti pericoli, pedoni e ciclisti come birilli
Ancona al buio per risparmiare: quanti pericoli, pedoni e ciclisti come birilli
di Andrea Maccarone
4 Minuti di Lettura
Domenica 2 Ottobre 2022, 10:08

ANCONA - Quando Paulo Coelho scrisse «l’ora più buia è quella che precede il sorgere del sole» voleva essere un messaggio rassicurante, di buon auspicio. Mentre per gli anconetani che la mattina alle 5,30 si lasciano alle spalle il portone di casa per andare al lavoro lo stesso aforisma assume toni drammaticamente veri. E’ proprio buio pesto prima del sorgere del sole. La spending review del Comune che ha deciso di spegnere tutta l’illuminazione pubblica un’ora e venti minuti prima dell’alba genera un effetto Gotham City quanto mai straniante.

Non sembra nemmeno di stare ad Ancona. «Prima o poi ci scappa il morto», ha scritto su Facebook Daniele Donati, proprietario del Papero Bar in Corso Carlo Alberto, dopo aver postato un video in cui nel buio più totale si sente sfrecciare un’auto sulla strada. 

La paura

Giovanna Burattini, titolare del Bar del Pinocchio, se l’è vista brutta: «Scendevo dalla macchina per andare ad aprire il bar - racconta - uno non mi ha visto e con l’auto mi ha sfiorata». Quando deve attraversare la strada per andare a buttare l’immondizia è costretta ad accendere la torcia del cellulare. Come anche chi va a correre molto presto la mattina o chi porta a spasso il cane. L’effetto straniante è proprio questo: vedere i lumini dei cellulari che si muovono nell’abisso nero della città spenta. «E’ veramente pericolosissimo - incalza Donati - diversi clienti mi hanno raccontato di aver rischiato di prendere sotto qualche pedone e addirittura un ciclista». La scelta di risparmiare sulla luce lasciando la città al buio non piace proprio a nessuno. «Bisogna fare molta attenzione» dice Giulio Pierantozzi, che prima dell’alba va ad aprire il Nadi Bar a Torrette «e passo lungo Corso Carlo Alberto per arrivare alla Flaminia - racconta -, mi capita di incontrare gli operai della Fincantieri che vanno al lavoro in bici. Non è per nulla sicuro mettersi in strada in queste condizioni». Ne sanno qualcosa gli autisti degli autobus che fanno il turno di notte o quello della mattina presto: loro sì che lavorano col favore delle tenebre. Infatti la categoria è sul piede di guerra. «Stiamo preparando una lettera a firma di tutte le sigle sindacali - spiega Augusto Serrani, delegato Conerobus della Fit Cisl - perchè non è più possibile lavorare così». Facile rendersi conto che guidare un mezzo di 12-18 metri nell’oscurità più totale non sia affatto rassicurante. 

L’iniziativa 

«Invieremo la nota a sindaco e Prefetto - continua Serrani - perchè sappiano che la scelta di spegnere l’illuminazione pubblica ci trova del tutto contrari. Va bene risparmiare, ma non a discapito della sicurezza dell’utente e dei lavoratori». Già la categoria è in subbuglio per via delle continue aggressioni subite nelle ore diurne. Se poi si lascia una città avvolta dall’oscurità, viene da sé che l’atmosfera con cui gli autisti vanno a lavorare è quella del miglior film horror. «Siamo già in una situazione difficile - ribadisce Emanuele Cingolani, segretario della Uil Trasporti - adesso con lo spegnimento delle luci prima dell’alba siamo proprio a cavallo. No, così non va bene». Una soluzione ci sarebbe: «tenere acceso un lampione sì e un o no - suggerisce Serrani - o anche uno ogni due. Ma il buio totale proprio no».

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