Rientrati i 44 studenti colpiti dal virus in gita: i genitori pronti a presentare un esposto

Giovedì 13 Febbraio 2020
Rientrati i 44 studenti minacciati dal virus: i genitori pronti a presentare un esposto

ANCONA C’è chi è sceso dal pullman con in mano un mini sacchetto della spazzatura, tenuto preventivamente vicino per tutto il viaggio in caso di necessità dettate dai conati di vomito. Chi, appena ha visto i genitori, si è lasciato andare a un sospiro di sollievo. E chi, invece, è tornato sibilando un amaro commento: «Peccato, la gita è durata troppo poco». Sono arrivati ieri, poco prima delle 17 allo Stadio Dorico, i due bus con a bordo la scolaresca delle medie Conero colpita in settimana bianca da un’ondata di malori che ha provocato disturbi gastrointestinali a una trentina di alunni, di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. 

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La gita invernale a Folgarida, in Trentino, è terminata anzitempo, dopo la decisione della preside Maria Costanza Petrini di riportare tutti a casa. Di 93 studenti partiti domenica mattina, ne sono tornati 44 in pullman. Alcuni, infatti, sono stati prelevati martedì dai loro genitori in hotel e portati a casa. Tra questi, tre ragazzi per cui è stato necessario un breve ricovero al pronto soccorso. Altri, almeno una decina, dopo essere stati raggiunti dai genitori (alcuni si trovavano in vacanza proprio da quelle parti) hanno deciso di rimanere a godersi la settimana bianca. Tanto, fino a lunedì non c’è scuola. O meglio, tutte le assenze sono giustificate. 

Anche perché il presunto virus ha dato prova di essere altamente contagioso. Tanto che nelle ultime ore sono stati messi ko anche tre dei sei docenti accompagnatori: uno ha manifestato la sintomatologia che ha colpito i ragazzi (dissenteria, vomito, crampi), gli altri due hanno avuto una leggera febbricola: «Forse più che per lo stress di questi due giorni neri che per il virus» ha detto la dirigente appena scesa dal pullman. Durante il viaggio di ritorno solo un ragazzino si è sentito poco bene, tra nausea e mal di stomaco. Un 12enne, appena sceso dal bus, si è lasciato andare a una frase liberatoria: «Sono contento di essere tornato».

Un suo compagno, di un anno più grande: «All’inizio mi sono un po’ spaventato perché in tanti sono stati male. Io mi sono sentito poco bene questa notte (tra martedì e mercoledì, ndr) e penso di avere la febbre». «Più o meno - hanno detto due amiche 13enni - tutti abbiamo mangiato le stesse cose. Forse, c’era qualcosa che non andava nell’acqua, era di un colore grigiastro. La gita non è stata un’esperienza tanto bella». A raccontare le esperienze dei figli, sono stati anche i genitori: «Mio figlio ha avuto 39 di febbre, poi è scesa subito - ha affermato Francesca -. Bisogna capire solo cosa ha scatenato tutti questi malori, brancoliamo un po’ nel buio. Vedremo se andare solo dal pediatra o dal gastroenterologo». Da un manipolo di genitori partirà comunque un esposto in procura «per capire cosa è successo. Si deve andare fino in fondo» ha detto Manuela. Dello stesso pensiero la preside: «Vogliamo avere al più presto i riscontri delle analisi effettuate in albergo dai Nas e dall’azienda sanitaria. L’ipotesi più probabile, comunque, è che si sia trattato di una forma virale molto contagiosa. Il cibo, forse, è stato veicolo della contaminazione. Certo, fa pensare che nello stesso hotel a fine gennaio ci siano stati gli stessi malori, ma aspettiamo il risultato delle analisi. Oltre ai nostri studenti, sono stati colpiti anche dei ragazzi di un college scozzese. Sono arrivati sabato e già domenica accusavano i primi disturbi». 

In albergo sono state allestite delle stanze apposite per accudire i ragazzi contagiati: «È come se fosse stato creato un ospedale da campo, con brandine, medici e infermieri a disposizione degli studenti. I soccorsi hanno funzionato benissimo. Martedì, per tutto il giorno, è rimasto con noi anche il sindaco di Trento». 

Ultimo aggiornamento: 10:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA