In tre anni persi 79 agenti, la Questura è decimata. Il caso in Regione: «Mozione per potenziare i controlli»

Sabato 23 Ottobre 2021 di Stefano Rispoli
La questura di Ancona

ANCONA - Il caso della questura depotenziata finisce (di nuovo) in Regione. Il gruppo assembleare del Pd ha presentato una mozione al presidente del Consiglio regionale e all’Assemblea legislativa delle Marche per impegnare il governatore Francesco Acquaroli e la Giunta a «mettere in atto tutte le azioni possibili presso il Ministero dell’Interno e tutte le altre sedi opportune per potenziare in termini di risorse umane e di mezzi la Questura di Ancona». L’obiettivo? «Garantire un efficace contrasto alla criminalità assicurare un adeguato controllo dell’ordine pubblico». 

 
Sì perché i numeri che vengono snocciolati nel testo della mozione confermano l’allarme lanciato dal Corriere Adriatico nel dare la notizia dell’ennesimo ribaltone negli uffici di via Gervasoni, il terzo in trenta mesi: il questore Giancarlo Pallini, promosso a dirigente generale, è stato trasferito a Bolzano in virtù del declassamento in terza fascia della Questura dorica, deciso tre anni fa dal Viminale. Al suo posto è in arrivo, da Ferrara, Cesare Capocasa, fratello minore di Oreste che per quattro anni ha ricoperto il ruolo apicale nella gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza del capoluogo. Menzionavamo i dati: eccoli. Nell’ultimo triennio, rileva il Pd, «l’organico della Polizia di Stato della provincia di Ancona ha subito un decremento di 79 unità», tra cui 14 nella Questura, 25 nel compartimento della Polizia Stradale e, «pur non avendo competenza strettamente territoriale ma direttamente collegata alle sempre crescenti esigenze di ordine e soccorso pubblico, il Reparto Mobile di Senigallia» ha perso 17 elementi. Inoltre, negli ultimi 5 anni «il personale della Digos e della Squadra Mobile è diminuito del 20%, come pure quello deputato al controllo del territorio».

Un’emorragia di risorse che, combinata all’età elevata degli agenti e al mancato turnover del personale, ha «ripercussioni anche sui Commissariati di Osimo, Senigallia, Jesi e Fabriano, che rischiano seriamente di non riuscire più a coprire con una pattuglia tutte le fasce orarie della giornata». 


Nella mozione firmata dai consiglieri Antonio Mastrovincenzo, Maurizio Mangialardi, Manuela Bora, Andrea Biancani, Romano Carancini, Anna Casini, Fabrizio Cesetti e Micaela Vitri, si denuncia che il problema non riguarda esclusivamente il presidio del territorio, ma anche l’attività di intelligence perché «la mancanza di turnover e il declassamento hanno causato un progressivo depotenziamento dei principali uffici investigativi e di prevenzione», senza dimenticare che «la pianta organica della Questura di Ancona è ferma al 1989 e rispecchia quindi una realtà che non esiste più e presenta un’età media piuttosto elevata». Se aggiungiamo «la carenza di auto e di mezzi per Questura e Commissariati, con un chilometraggio particolarmente elevato», criticità «segnalate ormai da anni dai principali sindacati di categoria», il quadro è completo. Ma l’allarme risuona forte anche in considerazione delle riflessioni dell’ex procuratore generale Sergio Sottani, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021: i pericoli connessi alla criminalità organizzata, l’inquietante situazione della criminalità minorile, il preoccupante numero di reati collegati al traffico di stupefacenti, la violenza di genere.

Ancona ha bisogno di rispetto e di più forze dell’ordine, come ha ribadito il sindaco Valeria Mancinelli al Corriere Adriatico che si batte su questo tema, rimarcando la complessità del territorio, al di là del calo generale di denunce e reati. I numeri non sono tutto. E nella mozione del Pd si fa riferimento proprio alle peculiarità del territorio, a partire dal porto e dall’aeroporto. «Mi auguro che questa mozione venga portata al più presto all’ordine del giorno dell’assemblea e che raccolga un consenso unanime, non come nel 2018 quando la Lega votò contro - ricorda Mastrovincenzo -: è questo uno dei modi per farsi sentire a Roma». 

 

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