«Che hai da guardare?». E poi picchiano, almeno quattro aggressioni della baby gang

Giovedì 18 Giugno 2020 di Lorenzo Sconocchini
Un fotogramma della rissa in piazza del Papa ad Ancona

ANCONA - Capaci di pestare a sangue 11 contro uno, colpendo anche con cinghie e bottigliate un poveretto già steso a terra. Ma anche di afferrare per il collo un ragazzino di 15 anni incrociato per il corso, o taglieggiare adolescenti per scroccare sigarette o farsi prestare soldi. E persino di minacciare le vittime per garantirsi l’impunità. I bad boys che molti hanno visto in azione a mezzanotte del 30 maggio in piazza del Papa, mentre riempivano di pugni e calci un 17enne e la sua fidanzata, spadroneggiano ormai dall’anno scorso, con le azioni tipiche di una baby gang. Provocano, accerchiano, si fanno forti del numero e usano le mani, vantandosene poi sui social network.

Il filo rosso
C’è un filo rosso che lega le aggressioni della Notte Bianca del 7 settembre scorso e il pestaggio di tre settimane fa nel salotto della movida anconetana, testimoniato anche da un video amatoriale girato con un telefonino in cui si vede la baby gang accanirsi su un minorenne ormai con la schiena a terra.

LEGGI ANCHE: Ancona, movida molesta? No, spedizione punitiva contro i fidanzatini che sfidano la baby gang

LEGGI ANCHE: Nel mirino della baby gang: «Mia figlia barricata in casa, ha il terrore di incontrarli»

 

Almeno cinque degli otto ragazzi già identificati dalla Squadra Mobile di Ancona dopo l’aggressione al porto antico di nove mesi fa figurano anche tra i denunciati, nove in tutto, per la mischia furibonda che si è accesa sotto il palazzo della Prefettura il 30 maggio. E nel mirino c’era la stessa coppia di fidanzati, entrambi 17enni, che la banda di bulli, età ora tra i 15 e i 18 anni, aveva già aggredito senza motivo al porto antico durante la Notte Bianca del settembre scorso. Anzi, di più: il secondo pestaggio sarebbe la punizione per non aver ritirato la denuncia presentata dopo il primo pestaggio, costato al 17enne una prognosi di 30 giorni per fratture al costato e alla ragazza una contusione al ginocchio. «Se partivamo in 11 non ti lasciavamo solo quei segni», si erano poi vantati su Instagram sbeffeggiando la vittima del pestaggio. Poi, saputo della denuncia, avevano fatto pressioni sui due fidanzati affinché la ritirassero.

Geometria variabile
Ma non sono le uniche denunce collezionate dalla banda, un gruppo che agisce a geometria variabile, formato in tutto da una dozzina di bulli residenti ad Ancona, di varie nazionalità, italiani, ma anche immigrati di seconda generazione da famiglie albanesi e marocchine. Qualcuno tira di boxe e si addestra alle arti marziali miste Mma, passano le giornate tra corso Garibaldi e piazza del Papa, Pdp come la chiamano nel darsi appuntamento sui social. 
E proprio lungo il corso principale di Ancona nel settembre scorso avevano preso a pugni un ragazzino di 15 anni. «Che hai da guardare?», l’avevano provocato senza che quello avesse fatto nulla. E poi un cazzotto in faccia. Era il prologo della Notte Bianca, perché pochi giorni dopo se l’erano presa con lo stesso gruppetto di quindicenni, afferrandone uno per il collo e mollando la presa solo per l’intervento della mamma del ragazzino, esperta di arti marziali. Tre ore dopo, al porto antico, l’aggressione alla coppia di fidanzati. «Che guardi, vuoi che ti gonfio?», era partito il più piccolo, un ragazzino di 15 anni alto un metro e mezzo. «Mi pareva uno scherzo - racconterà poi la vittima nella denuncia - invece sono arrivati gli altri, erano 11». Sia i genitori dei due quindicenni presi di mira in corso Garibaldi, sia le famiglie dei fidanzati picchiati al porto avevano presentato denunce e l’indagine della procura dei minori, affidata alla Mobile, dovrebbe essere ormai al capolinea, con un’ipotesi di reato di lesioni volontarie aggravate in concorso per almeno otto della banda. 

Clima di terrore
Ma l’episodio di piazza del Papa aggrava ulteriormente il quadro, perché fa capire il clima di terrore instaurato in città dalla baby-gang. «Ti avevamo detto di non farti vedere, non devi alzare la testa», hanno ringhiato in faccia al 17enne a cui avevano spaccato le costole al porto antico, prima di dargli un’altra dura lezione. Avevano anche chiamato rinforzi, perché in piazza del Papa c’era anche il fratello di uno dei teppisti già in azione durante la Notte Bianca. All’arrivo delle Volanti sono stati identificati e denunciati in nove, compreso il 17enne picchiato (20 giorni di prognosi) e salvato dalla ragazza che gli ha fatto da scudo, rimediando la frattura di entrambi i polsi. Prima di cadere a terra, aveva sbracciato per difendersi colpendo uno degli aggressori. Adesso le immagini della videosorveglianza aiuteranno a distinguere meglio tra vittime e aggressori. Intanto i bulli non sono ancora soddisfatti. Cercano l’indirizzo di casa del 17enne. «Devi dirmi dove abita - ha scritto uno della baby gang a un amico comune - perché lo devo ammazzare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA