Ancona, volano pugni e bottigliate:
esplode la violenza nel quartiere Archi

Ancona, volano pugni e bottigliate: esplode la violenza nel quartiere Archi
di Stefano Rispoli
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Martedì 30 Luglio 2019, 04:15

ANCONA-  A un certo punto via Marconi sembrava un’area militarizzata: carabinieri, volanti della questura, guardia di finanza, persino un mezzo dell’esercito. Una task force messa in atto per contenere il far west che si era scatenato, immortalato dagli smartphone dei residenti che, sfiniti da una notte in bianco e disturbati da urla, schiamazzi e rumori molesti, si sono affacciati a riprendere quel caos, con gente che si prendeva a pugni e bottigliate. All’arrivo delle forze dell’ordine, intervenute a sirene spiegate insieme al 118, si è scatenato un fuggi fuggi generale.

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Sul campo di “battaglia” è rimasto soltanto un uomo ferito. Perdeva sangue da un braccio, era scosso dalle botte ricevute e dall’alcol in circolo. Un’ambulanza della Croce Rossa l’ha caricato e portato all’ospedale di Torrette, da cui è stato dimesso con 10 giorni di prognosi per il taglio. Era un 36enne nigeriano: ha raccontato di essere stato aggredito con un collo di bottiglia da un presunto nordafricano che poi è scappato.
Trattandosi di lesioni non gravi, i carabinieri del Norm attendono la sua denuncia prima di procedere. Il giorno dopo, gli Archi portano i segni della notte di follia. Il restyling milionario resta sulla carta, anche se i soldi ci sono e da cronoprogramma i lavori partiranno presto. 
 
Ma qui la gente aspetta i fatti e non sogna più, anche perché nel weekend non chiude occhio per le baraonde che si scatenano in strada, lastricata ieri mattina da bottiglie di birra finite nei giardini dei residenti, rifiuti e biciclette prese a calci o fatte volare. Domenica era in programma una festa in un locale gestito da stranieri. La serata è stata l’occasione per qualche balordo per bere fino a star male e dare il peggio di sé. Il 118 e la Croce Gialla hanno soccorso un paio di giovani che hanno sfiorato il coma etilico: un nigeriano era rannicchiato a terra nei pressi dell’asilo di via Fornaci Comunali, un peruviano è stato trovato steso sulla pista ciclabile di via Giordano Bruno. Ma il peggio è successo in via Marconi, dove la musica a tutto volume ha tenuto in piedi fino a notte fonda i residenti che si sono spaventati quando, intorno a mezzanotte e mezza, hanno sentito urla disumane provenire dalla strada. In tanti si sono affacciati e hanno visto persone picchiarsi, armate di bottiglie. «C’era chi si rincorreva, due ragazze si sono prese per i capelli in mezzo alla strada, altri facevano a pugni sotto gli alberi - racconta un residente - La situazione sta sfuggendo di mano, non capisco perché il Comune conceda le licenze così facilmente. Quasi ogni fine settimana ci ritroviamo a non poter dormire per la musica, gente che balla in strada, si ubriaca e chiacchiera a voce alta». 
Non è chiaro quale sia stato il motivo scatenante del parapiglia, ma a un certo punto gruppi di etnie diverse sono venuti a contatto. «Ho visto ragazzi di colore che si prendevano a bottigliate - racconta una signora che su Facebook ha pubblicato foto e video della serata choc - Ho chiamato il 113, sono arrivati tutti, polizia, carabinieri, pure l’esercito. Al che la gente è scappata. E’ stato soccorso un ragazzo ferito, ma quando le forze dell’ordine se ne sono andate, quei balordi sono tornati. Inveivano contro di noi che stavamo alla finestra, ci hanno pure insultato, forse perché abbiamo chiamato la polizia. Orinavano contro i muri, hanno buttato le biciclette a terra, c’era vetro ovunque, pure nel nostro giardino. Tutto questo fino alle 3 del mattino».
Una notte di paura come tante altre vissute agli Archi, anche se gli effetti dell’incremento dei controlli esercitati da polizia e carabinieri sono stati significativi, dopo un 2018 da dimenticare, con quattro rapine tra maggio e agosto. Tra le vittime, un anconetano che andava al lavoro alle 3 di notte e fu raggiunto alle spalle mentre passeggiava sotto i portici, minacciato con un coltello alla gola e picchiato da un malvivente che gli portò via il portafogli con dentro appena 5 euro. Prima ancora un 24enne albanese si era visto puntare una lama all’addome da uno sconosciuto, era riuscito a disarmarlo rimandeno ferito a una mano ed era stato derubato di 20 euro. Male andò al 51enne tunisino entrato in un bar della zona nel maggio 2018: dopo aver bevuto una birra minacciò con una pistola il titolare, intimandogli di dargli tutti i soldi. Fu arrestato, completamente ubriaco, dalle Volanti della questura. La Squadra Mobile, invece, nello stesso mese catturò un dominicano accusato di aver pestato, minacciato e rapinato un giovane perché si rifiutava di consegnargli altri soldi per giocare alle slot di un noto bar degli Archi.

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