«Bevi troppo», lui le spacca il naso. La picchiava e umiliava davanti ai figli: condannato a due anni l'ex marito

Il tribunale dorico
Il tribunale dorico
di Federica Serfilippi
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Venerdì 4 Marzo 2022, 06:45

ANCONA - Per due anni avrebbe maltrattato la moglie, tra insulti, lanci di oggetti e sfuriate rese incandescenti dall’alcol. Alcune scene di violenza, per la procura, sarebbero avvenute in presenza dei due figli della coppia, quando uno faceva le elementari e l’altro aveva appena iniziato a frequentare le scuole medie. La denuncia è scattata all’inizio del 2018 dopo la corsa al pronto soccorso della vittima, finita in ospedale per curare le ferite causate da una violenta aggressione che le aveva provocato la frattura delle ossa nasali. 


L’uomo, un 52enne di origine moldava, è stato condannato dal giudice Elisa Matricardi a scontare due anni di reclusione, pena sospesa. Doveva rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La difesa, rappresentata dall’avvocato Elisa Gatto, ha già preannunciato il ricorso in appello dopo la lettura delle motivazioni della sentenza. Dopo un periodo di separazione, moglie e marito avrebbero iniziato un percorso di riavvicinamento. Lei, dopo aver esposto i fatti al giudice, aveva anche ritirato la querela, ma il procedimento è andato avanti d’ufficio, portando alla condanna dell’imputato. I fatti si sono svolti in un arco di tempo compreso tra il 2015 e il 2017, in una cittadina della Val Musone.


Stando a quanto contestato dalla procura, l’imputato avrebbe umiliato la moglie quasi quotidianamente, con insulti e svilimenti: «Sei una poco di buono, non vali niente. Nella vita hai sbagliato tutto». Non sarebbero mancati gli insulti e le percosse. In almeno due occasioni, l’uomo avrebbe tirato alla vittima degli oggetti: una volta la scarpa, un’altra una bottiglietta d’acqua che aveva colpito la donna alla testa, per fortuna senza ripercussioni. L’episodio che aveva portato la vittima a sporgere denuncia ai carabinieri risale al dicembre del 2017.

Tornato a casa ubriaco, il 52enne se l’era presa con la moglie, iniziando a percuoterla. Il motivo? Lei lo aveva rimproverato di aver bevuto troppo alcol. La donna, per difendersi, aveva provato a prendere il cellulare e a chiamare i carabinieri. 
L’intenzione aveva fatto andare su tutte le furie l’imputato, tanto – dice la procura – da portarlo ad aggredire malamente la donna, a cui era stato strappato il telefono. Era stata colpita sui fianchi, sulle spalle e al volto. Era dovuta andare al pronto soccorso. La prognosi era stata di 15 giorni per la rottura delle ossa nasali. Di lì, la denuncia della parte offesa per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Lei non era parte civile al processo. 

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