Truccavano voti e presenze con le password dei prof: 34 studenti-hacker rischiano il processo

L'istituto superiore Savoia-Benincasa
L'istituto superiore Savoia-Benincasa
di Stefano Rispoli
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Martedì 16 Novembre 2021, 04:45 - Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 08:49

ANCONA - Ritoccare presenze e votacci era diventata un’usanza diffusa grazie alla fuga di password dei professori. Entrare nel registro elettronico della scuola e dare un colpo di bianchetto digitale alle assenze ingiustificate o alle uscite anticipate per molti era un gioco da ragazzi. Ma per qualche “seghino” di troppo, sparito grazie a magie informatiche, ora rischiano fino a 8 anni di detenzione, se verranno processati, i 34 ex studenti-hacker dell’istituto superiore Savoia-Benincasa per i quali il pm Daniele Paci ha chiesto il rinvio a giudizio.

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Dovranno presentarsi in tribunale il 24 gennaio 2022, giorno in cui è stata fissata l’udienza preliminare dal giudice Francesca De Palma. Sono state archiviate, invece, le posizioni di 20 genitori che erano stati indagati in concorso per i reati di pirateria informatica e falsità materiale perché erano gli intestatari delle utenze telefoniche a cui i figli si collegavano per taroccare voti e assenze. Gli inquirenti hanno accolto le memorie difensive dei loro avvocati che hanno provato come i genitori fossero del tutto estranei e inconsapevoli delle condotte dei figli: spesso erano al lavoro quando gli studenti, da casa, si connettevano dal proprio computer per intrufolarsi nel registro scolastico, all’insaputa di mamma e papà. 


Gli imputati, 23 ragazze e 11 ragazzi, ora tremano all’idea di essere processati per le bravate commesse durante l’anno scolastico 2015/16. I loro avvocati (22 diversi) stanno valutando di richiedere la messa alla prova, istituto previsto non solo per i minorenni, per evitare il processo attraverso il volontariato: una scelta nell’interesse dei ragazzi, alcuni dei quali nel frattempo si sono laureati o si stanno affacciando al mondo del lavoro, in modo da definire subito le loro posizioni e scongiurare possibili ripercussioni su concorsi pubblici e opportunità professionali a causa della macchia sul casellario giudiziale. Va detto che due studenti, all’epoca non ancora diciottenni, sono stati già processati e assolti dal tribunale dei Minori per la tenuità dei fatti. 


Truccare il registro elettronico era diventata una prassi, secondo l’accusa, per 8 studenti che nel 2015/16 frequentavano la 5^ A dell’istituto tecnico Benincasa. In qualche modo erano venuti a conoscenza delle password di due prof e con quelle sarebbero entrati abusivamente nel sistema informatico dell’istituto, collegato al server del Miur, per migliorare la propria presentazione in vista dell’esame di maturità e cancellare ogni traccia delle loro assenze. Furono scoperti dalla preside Alessandra Rucci e, dopo le indagini condotte dalla Polizia postale, furono bocciati con un 5 in condotta, per poi essere riammessi all’esame di maturità grazie a un provvedimento d’urgenza del Tar. Ma dalle indagini è emerso che la rete degli hacker era molto più ampia: anche altri studenti dello scientifico Savoia, secondo gli investigatori, erano soliti alterare il registro elettronico. E così, le assenze magicamente scomparivano e talvolta i voti lievitavano. 

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