Il calcio, il lavoro al cantiere e poi la rissa al Miù: scarcerato l'albanese che nel parapiglia cercava rifugio dietro un carabiniere

Il calcio, il lavoro al cantiere e poi la rissa al Miù: scarcerato l'albanese che nel parapiglia cercava rifugio dietro un carabiniere
Il calcio, il lavoro al cantiere e poi la rissa al Miù: scarcerato l'albanese che nel parapiglia cercava rifugio dietro un carabiniere
di Federica Serfilippi
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Giovedì 4 Novembre 2021, 09:49

ANCONA - Istanza di scarcerazione accolta. È potuto uscire da Villa Fastiggi e tornare a casa il 25enne Markeljan Sojati, uno due albanesi arrestati all’alba dello scorso 7 agosto dai carabinieri dopo la maxi rissa scatenatasi non molto lontano dall’ingresso della discoteca Miu Disconner, a Mondolfo. Il gip del tribunale di Pesaro, riscontrando un’attenuazione del pericolo di recidiva, ha applicato all’albanese l’obbligo di presentazione quotidiana alla caserma dei carabinieri.

 

La modifica della misura cautelare era stata chiesta dal difensore Gabriele Galeazzi, anche a fronte dell’ultimo interrogatorio sostenuto dal 25enne, incensurato e residente a Collemarino con la famiglia. L’uomo era finito in carcere subito dopo la bagarre scoppiata all’esterno del locale, per i reati di rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Le manette erano scattate anche per Franc Gjoni, 25enne albanese domiciliato ad Ancona, Manuel Hector Bueno, 33 anni, dominicano, di Jesi, e Samba Diallo, 23 anni, senegalese, residente a Tolentino. A vario titolo, per i quattro, sono contestati i reati di resistenza a pubblico ufficiale, rissa, lesioni personali e danneggiamento. Gjoni deve anche rispondere di tentato omicidio e porto abusivo del coltello con cui, secondo la procura pesarese, avrebbe colpito all’addome un senegalese di 25 anni, residente a San Severino Marche. Sojati, disoccupato e con la passione per il calcio, si era recato al Miu per festeggiare il suo compleanno assieme a Gjoni (ancora in carcere) e ad altre persone. La situazione sarebbe degenerata dopo il ferimento del senegalese. Circostanza, quest’ultima, a cui Sojati non avrebbe preso parte neanche come testimone. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, un gruppo sarebbe andato a caccia di vendetta, accanendosi contro i due albanesi all’esterno del locale. «Al parcheggio sono andato a cercare Gjoni, lo picchiavano, se la sono presa anche con me» aveva detto Sojati durante l’interrogatorio di garanzia. Stando ai carabinieri, invece, il 25enne avrebbe inveito contro la folla che si era fiondato sull’amico, minacciandola con il coltello utilizzato per l’aggressione ai danni del senegalese. 

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