Apprezzamenti espliciti e avances alla minorenne che sta facendo jogging: a processo l'adescatore in auto 64enne

Mercoledì 15 Settembre 2021 di Federica Serfilippi
Apprezzamenti espliciti e avances alla minorenne che sta facendo jogging: a processo l'adescatore in auto 64enne

ANCONA - Durante la scorsa estate aveva intercettato per le strade del Conero una minorenne che stava facendo jogging da sola: prima, abbassando il finestrino della sua auto, le aveva rivolto espliciti inviti sessuali, poi l’aveva tampinata. Sono questi i contorni, ricostruiti dalla procura, della vicenda che ha portato sotto accusa un 64enne della Vallesina. 

 

I reati 

Ieri mattina l’uomo – difeso dall’avvocato Paolo Sfrappini – è stato rinviato a giudizio dal gup Paola Moscaroli per due reati: violenza sessuale e molestie. Il processo inizierà il 10 marzo 2022. Parte civile sarà la ragazza che era stata importunata dall’automobilista. Lei, che ora chiede 30mila euro di risarcimento danni, all’epoca dei fatti (il 9 giugno 2020) aveva 17 anni. Passata la paura dopo aver seminato il presunto molestatore, aveva sporto denuncia alla caserma dei carabinieri di Numana. L’iter che ha portato all’udienza di ieri non è stato lineare. In un primo momento, infatti, la procura ordinaria aveva chiesto l’archiviazione. L’indagine, dunque, era destinata a terminare con un nulla di fatto. Prima che si arrivasse a ciò, l’ormai ex procuratore generale Sergio Sottani aveva fatto ricorso all’avocazione delle indagini, ritenendo necessario approfondire i termini dell’inchiesta legata all’episodio di molestie avvenuto tra i comuni di Sirolo e Numana, non tanto distante dal villaggio Taunus. Ed ecco che si è arrivati al rinvio a giudizio e alla fissazione della prima udienza davanti al collegio penale. 

La ricostruzione 

Secondo quanto riferito dalla vittima, il 9 giugno dello scorso anno il 64enne, dopo aver notato passeggiare la minore nella corsia opposta alla sua, aveva fatto inversione di marcia nel parcheggio di un Bed & Breakfast per poi fermarsi a bordo strada per incrociare la ragazza. Al suo passaggio, stando all’ipotesi accusatoria, le avrebbe proferito un inequivocabile invito sessuale. Lo avrebbe ripetuto anche una seconda volta, sporgendosi questa volta con il busto dalla portiera, forse per farsi sentire meglio. A quel punto si sarebbe messo all’inseguimento della minore, costretta a fuggire dalla parte opposta della carreggiata e a passare per i campi per cercare riparo. La 17enne era corsa a casa, seminando l’automobilista. Poi aveva sporto denuncia, ma non prima di aver concesso agli investigatori un assist per identificare il molestatore. Con la madre, la ragazza era tornata sul posto dove era stata agganciata dallo sconosciuto. Ricordandosi dell’inversione di marcia del mezzo nell’area del parcheggio della struttura ricettiva, la vittima aveva richiesto ai proprietari del B&B la visione delle telecamere di videosorveglianza, convinta che avessero ripreso il veicolo dell’uomo. Dai frame, era riuscita ad estrapolare la targa dell’auto, consegnandola poi ai militari. La difesa non ha scelto riti alternativi, convinta di poter smontare le accuse a dibattimento. 

 

Ultimo aggiornamento: 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA