«Non fai le pulizie». E picchia la moglie: condannato a due anni il marito-padrone

Venerdì 12 Novembre 2021 di Federica Serfilippi
«Non fai le pulizie». E picchia la moglie: condannato a due anni il marito-padrone

ANCONA - Per almeno due anni avrebbe maltrattato la compagna, anche davanti alla loro figlioletta: insulti, minacce di morte ma anche schiaffi. Il motivo? Le imputava di non tenere pulito l’appartamento in cui vivevano. È questo il quadro accusatorio che ha portato un operaio rumeno di 44 anni sul banco degli imputati per il reato di maltrattamenti in famiglia. Ieri mattina, il collegio penale ha condannato l’uomo a scontare due anni di reclusione, pena sospesa.

 

Gli ex conviventi erano entrambi presenti in udienza. Lui era difeso dall’avvocato Andrea Rossolini. Lei, che nel frattempo ha lasciato le Marche, era parte civile con il legale Nicola Fiorin. 

La vicenda 

I fatti sono avvenuti a Osimo, tra il 2017 e il 2019, anno in cui lei – 34enne romena - si era rivolta alla polizia per denunciare i soprusi del compagno, sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima. Stando a quanto emerso in udienza, i litigi e le incomprensioni tra le mura domestiche sarebbero avvenuti principalmente per un motivo: la poca cura e la scarsa igiene dell’appartamento. Un deficit che l’imputato avrebbe contestato in maniera quasi quotidiana alla donna, disoccupata all’epoca dei fatti. La pulizia dell’abitazione sarebbe diventato un terreno di scontro in cui, stando all’accusa mossa dalla procura, il 44enne avrebbe prevalso sulla vittima. L’imputazione parla di schiaffi, percosse (ma non ci sarebbero stati ingressi al pronto soccorso con i conseguenti referti), ma soprattutto di minacce e insulti: «Ti cercherò ovunque e quando ti trovo di ammazzo e sfascio tutto». 
Alcuni episodi di violenza si sarebbero concretizzati davanti agli occhi della figlioletta della coppia. Per questo, la procura contestava anche l’aggravante di aver commesso il fatto in presenza di un minore. È nell’estate del 2020 che la donna, stanca di sentirsi mortificata, si era rivolta alla polizia, denunciando il compagno per maltrattamenti in famiglia. Nel giro di poco all’imputato era stata notificata la misura restrittiva del divieto di avvicinamento alla vittima. La difesa probabilmente farà ricorso in appello: il 44enne non si sarebbe mai tirato indietro dallo sbrigare le faccende domestiche e, in alcune occasioni, avrebbe chiamato ad aiutarlo anche una sua conoscente. Durante i litigi, inoltre, non ci sarebbe stata alcuna sopraffazione: l’uomo, che lavorava tutto il giorno, avrebbe indicato alla compagna come fare per tenere più pulita la casa. Sono state anche prodotte foto della situazione dell’appartamento durante la convivenza e dopo, per mostrare come il 44enne tenesse alla pulizia. Infine, non ci sono referti che possano indicare violenze fisiche, né tantomeno nessuno avrebbe mai visto lividi sul corpo della donna. 

 

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