I tir passavano la Dogana senza controlli: in 11 vanno a processo per corruzione e falso

I tir passavano la Dogana senza controlli: in 11 vanno a processo per corruzione e falso
I tir passavano la Dogana senza controlli: in 11 vanno a processo per corruzione e falso
di Federica Serfilippi
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Martedì 31 Maggio 2022, 07:10

ANCONA - Carichi di merci passati per il porto di Ancona senza, dice la procura, le opportune verifiche di operatori e funzionari delle Dogane: un patteggiamento e undici rinvii a giudizio. È il bilancio dell’udienza preliminare che ieri mattina ha trattato la maxi inchiesta nata per chiarire un presunto sistema di corruzione e di falsi accertamenti alimentato all’interno dello scalo dorico. Le accuse contestate a vario titolo: peculato, falso ideologico (il reato più ricorrente all’interno dell’imputazione), concussione, corruzione, abuso d’ufficio e ricettazione. 

Le accuse 

Sono 73 i capi d’imputazione contestati dal pm Daniele Paci e riferibili al periodo 2016/2017. Il prossimo 14 dicembre dovranno affrontare il processo undici persone: Roberto Luigi Giuliani (caposervizio dell’area verifiche e controlli dell’ufficio dogane di Ancona), Giovanni Rocco De Leo, (funzionario Area verifiche e controlli), Francesco Mastromatteo, (funzionario Area verifiche), Maria Cristina Ragni, (funzionario doganale) e Marco Catalani (ausiliario). Rinviati a giudizio dal gup Francesca De Palma anche Luigi Catalani (collaboratore C&L Service), Giancarlo Bolli (spedizioniere), Rombini Giuseppe (legale rappresentante della società Maritransport Srl), Alexander Vasilidias (legale rappresentante Georgia Express), Oleksandr Prepodobnyy (legale rappresentante Cargo-Posta-Express srl) e Marco Squartini (legale rappresentante Marsped srl). 

Il rito alternativo

Ha patteggiato otto mesi, pena sospesa, per falso l’autotrasportatore albanese Kastriot Dervishllari: con la complicità di un funzionario delle Dogane avrebbe ottenuto lo sgravio d’Iva per il passaggio di alcuni prodotti, tra cui una PlayStation e una tv. Parte civile, con l’avvocato Riccardo Leonardi, è Valeria Maistro, legale rappresentante di C&L Service srl. L’imprenditrice era stata prima indagata, poi la sua posizione è stata archiviata: ora chiede mezzo milione di euro agli ex collaboratori della sua ditta e ad altri quattro imputati. Stando all’ipotesi accusatoria, decine e decine di colli posizionati sui mezzi pesanti sarebbero transitati al porto senza alcun tipo di controllo, mentre alcuni funzionari avrebbero proceduto a dichiarare nei verbali doganali di aver eseguito le opportune verifiche. 
Controlli assenti avrebbero riguardato anche le bisarche che, stando alla procura, avrebbero ottenuto lo status di conformità per i veicoli trasportati senza passare dallo scalo. Per quanto riguarda la corruzione, ai funzionari compiacenti sarebbero stati elargiti profumi, tablet, una macchina fotografica, pieni di carburante, soldi. 

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