Appalti dell'Asur indirizzati dalle tangenti: due condannati, per tutti gli altri c'è la prescrizione

Appalti dell'Asur indirizzati dalle tangenti: due condannati, per tutti gli altri c'è la prescrizione
Appalti dell'Asur indirizzati dalle tangenti: due condannati, per tutti gli altri c'è la prescrizione
di Federica Serfilippi
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Mercoledì 23 Marzo 2022, 08:55

ANCONA - Due condanne e una sfilza di “non doversi procedere” per sopravvenuta prescrizione. È terminato così il maxi processo nato per chiarire un presunto giro d’appalti truccati per lavori commissionati dall’Asur a ditte operanti nel territorio della provincia di Ancona. Il collegio penale è arrivato ad emettere sentenza a quasi quattro anni dal rinvio a giudizio decretato dal gup.

Su otto imputati (molti dei quali stralciati nel corso del procedimento per i reati prescritti), hanno pagato in due: gli ex dipendenti Asur Alessandro Santini e Antonio Tonti, all’epoca dei fatti impiegati all’Ufficio Tecnico, il primo come responsabile e il secondo come tecnico delle Attività Tecniche e Patrimonio. Entrambi sono stati condannati a scontare ciascuno tre anni e tre mesi di reclusione per falso in atto pubblico e soppressione di atti. Fatti riferibili al 2012. Proscioglimento nei confronti di Luigi Catalano, ex titolare della Edilcost (difesa avvocato Andrea Marini), dell’imprenditore Antonio Enrico Iannetti (ex titolare della ditta Global Union Service e difeso dal legale Riccardo Leonardi) e dei due ex dipendenti dell’azienda sanitaria. Dovevano rispondere a vario titolo di altri episodi di falso e corruzione per fatti che andavano dal 2010 al 2012. I reati sono prescritti.

Il risarcimento

Tonti e Santini, rispettivamente difesi dagli avvocati Jacopo Saccomani e Antonio Mastri, saranno chiamati in sede civile a risarcire l’Asur. Intanto, però, dovranno versare all’azienda sanitari (che chiedeva 25 milioni di euro) una provvisionale di 50mila euro. La posizione di altri quattro imprenditori che erano stati rinviati a giudizio è stata stralciata nel corso del dibattimento. L’indagine era stata portata avanti sul dalla Guardia di Finanza. Stando all’accusa originaria, gli appalti Asur venivano modificati per favorire una stretta cerchia di imprese. Tutto ciò in cambio di cene, viaggi, biglietti per eventi e altre regalie,distribuite a mo’ di tangenti. Si sarebbe soprattutto trattato di lavori edili, elettrici e termo-idraulici da eseguire nelle strutture sanitarie della provincia. In tutto, la procura aveva monitorato una trentina di appalti. 

Niente gare

Tra le società maggiormente beneficiarie ci sarebbe stata la Edilcost. Per la procura, la ditta – senza partecipare ad alcuna gara – si era addirittura accaparrata l’affidamento (dal 2010 al 2012) dei lavori edili del valore complessivo di 5 milioni di euro. Nello specifico, per quanto riguarda le accuse riconosciute dal collegio, Tonti e Santini avrebbero fatto sparire un documento in cui la Edilcost presentava un’offerta per dei lavori edili non particolarmente vantaggiosa, garantendo la sostituzione con un ribasso maggiore, tale da consentire l’aggiudicazione della partita alla società.
I giudici hanno riconosciuto anche una fattispecie di falso: i due avrebbero falsamente attestato l’apertura delle buste di una gara nella data stessa della stesura del verbale. Per la procura, le offerte erano state aperte man mano che le proposte arrivavano all’ufficio competente. Le motivazioni della sentenza sono attese tra 90 giorni. 

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