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Anni di botte e maltrattamenti alla moglie, ma il tema della figlia incastra l'orco: «Mio padre mi ha segnato»

Botte alla moglie anche davanti ai figli, condannato. Tra le prove anche un tema fatto a scuola: «Mio padre mi ha segnato»
Botte alla moglie anche davanti ai figli, condannato. Tra le prove anche un tema fatto a scuola: «Mio padre mi ha segnato»
di Federica Serfilippi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Giugno 2022, 02:45 - Ultimo aggiornamento: 18:50

ANCONA - Minacciata con il coltello e picchiata anche davanti ai suoi due figli. È stato condannato a due anni e mezzo di reclusione un 51enne albanese accusato di maltrattamenti in famiglia. Il giudice Francesca Pizii ha anche previsto un risarcimento all’ex moglie dell’uomo, parte civile con l’avvocato Laura Versace.

Alla vittima andranno 7mila euro. La denuncia della donna risale al marzo del 2018: per sfuggire all’ennesimo litigio domestico e alla minaccia con un coltello impugnato dal marito, aveva preso i figli in fretta e furia ed era fuggita di casa, scendendo in strada per chiedere aiuto. Era stata la sorella, arrivata in auto, a soccorrerla e a spingerla, poi, a lasciare definitivamente l’appartamento in cui viveva con il 51enne.

Dopo la denuncia, era stata collocata in una struttura protetta. Si è poi trasferita, ricominciando da zero in una nuova città. Stando al capo d’imputazione, le vessazioni sarebbero iniziate molto prima della querela, ovvero nel lontano 2009, ad Ancona. Un misto di gelosia e il vizio di dell’alcol avrebbero acceso le liti e le esplosioni di violenza dell’uomo, alcune delle quali verificatesi sotto gli occhi dei figli della coppia, piccoli all’epoca dei primi fatti contestati dalla procura. 
Oltre alle minacce costanti con il coltello, ci sarebbero state le botte: in un’occasione, la donna ha sostenuto di essere stata afferrata per il collo, in un’altra di essere colpita al volto a suon di ceffoni. E poi – sempre secondo la procura - gli insulti, le accuse di presunti tradimenti e le proibizioni: alla vittima sarebbe stato impedito di uscire da sola senza prima chiedere il permesso al marito, difeso in udienza dall’avvocato Antonella Andreoli. Le conseguenze portate dall’intollerabile situazione domestica erano state anche riportate in un tema scritto in classe dalla figlia più grande della coppia, quando ormai si trovava alle superiori. L’elaborato, messo agli atti, è stato letto in udienza: «Mio padre si è purtroppo mostrato come l’uomo che nessuno vorrebbe essere. Mi ha segnata come un pennarello indelebile e non posso far altro che cercare di perdonare, ma ricordare, sempre».

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