Bollette da brividi, scatta la fuga dal gas: «Boom di vendite per pannelli solari, pellet e pompe di calore»

Bollette da brividi, scatta la fuga dal gas: «Boom di vendite per pannelli solari, pellet e pompe di calore»
Bollette da brividi, scatta la fuga dal gas: «Boom di vendite per pannelli solari, pellet e pompe di calore»
di Stefano Rispoli
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Venerdì 25 Marzo 2022, 10:10

ANCONA - A Putin è bastato annunciare che d’ora in avanti accetterà solo pagamenti in rubli dai paesi definiti “ostili” per far schizzare ancor più in orbita il prezzo del gas, sulla soglia del 120 euro per megawattora. Non solo le quotazioni del gas naturale, ma anche quelle dell’energia elettrica continuano a crescere: hanno raggiunto picchi mai registrati nell’ultimo ventennio. 

 

Bollette monstre

L’impennata preoccupa anche le famiglie anconetane che, in attesa di interventi sostanziali dal Governo, di fronte alle bollette-monstre si stanno sempre più interessando alle energie rinnovabili e all’autoproduzione a livello domestico. L’esigenza di dribblare i rincari di luce e gas ha prodotto un boom di prenotazioni e vendite di impianti fotovoltaici e pompe di calore, ma anche di camini a legna e stufe a pellet. «Siamo in un mercato folle, siamo sommersi di richieste e c’è una frenesia del cliente che a volte diventa controproducente - spiega Davide Picciafuoco, a.d. della Green Energy Service -. Molti si sono spaventati di fronte alle prime bollette del 2022 e sono tornati da noi con preventivi di due anni fa: ma nel frattempo è cambiato il mondo, tra Covid, guerra, la bolla del Superbonus e i rincari delle materie prime. Ci arrivano in media venti richieste al giorno per gli impianti fotovoltaici e fatichiamo a organizzare i sopralluoghi: in media passano 7-8 mesi tra ordine e installazione dell’impianto». Nonostante i prezzi siano aumentati, il fotovoltaico rappresenta una scelta conveniente.
L’investimento 
«Con luce e gas alle stelle, nel giro di 3-4 anni si ammortizza l’investimento - sostiene Davide Prigigallo, responsabile tecnico della Fomit -. La guerra in Ucraina ha spostato l’attenzione sul fotovoltaico e sull’abbattimento dei consumi elettrici, correlati a quelli del gas. Registriamo un forte interesse soprattutto da parte delle aziende nei confronti delle energie rinnovabili. E noi siamo andati in overbooking su tutte le lavorazioni perché le richieste sono schizzate alle stelle». Ai pannelli solari sono direttamente correlate le pompe di calore, come alternativa alla classica caldaia a gas: anche questo settore ha conosciuto uno sviluppo considerevole, soprattutto nell’ambito delle nuove costruzioni. «Una spinta importante è arrivata dal Superbonus che ha sensibilizzato gli anconetani sul concetto di risparmio energetico - spiega Danilo Cecconi, amministratore della Cecconi Srl, ditta specializzata nell’impiantistica termoidraulica -. Molte delle nuove installazioni sono gas-free e puntano sulle pompe di calore che, associate ad impianti a bassa temperatura, come i riscaldamenti a pavimento, garantiscono un impatto determinante sul consumo di energia». 
Corsa all’acquisto 
E intanto, sono sempre più affollati gli show room di aziende specializzate nella vendita di camini e stufe a legna o a pellet. «Tanta gente si mostra interessata e le prenotazioni sono in netto aumento - conferma Massimo Ripanti, titolare della Ripanti Edilizia -. Le famiglie sono preoccupate, non sanno come andrà a finire questa guerra, quindi corrono all’acquisto prima che decada lo sconto in fattura del 50%. Il problema è la carenza di materie prime, soprattutto il pellet, visto che viene importato prevalentemente dall’estero». 

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