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Il suv sfreccia contromano, la parcheggiatrice intima l'alt: aggredita e denudata dal conducente. Choc a Portonovo: «Mi ha sputato in faccia»

Cristina, la parcheggiatrice di Portonovo aggredita e denudata da un balordo
Cristina, la parcheggiatrice di Portonovo aggredita e denudata da un balordo
di Stefano Rispoli
4 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 19:03

ANCONA - Insulti, sputi, minacce. Le mani sulla maglietta: l’ha tirata così forte da strappargliela e denudarla. Poi il balordo è scappato a tutto gas, senza che nessuno riuscisse a fermarlo. Scene dell’altro mondo da Portonovo. Il solleone arrivato all’improvviso dà alla testa. Succede, così, che un automobilista appena uscito da un ristorante prenda a male parole un’addetta alla sosta e arrivi ad aggredirla, solo per averlo rimproverato di aver imboccato la strada contromano a velocità sostenuta e aver rischiato di investire un suo collega. 


La stagione comincia nel peggiore dei modi nella baia presa d’assalto dai bagnanti e assediata dalle auto nel lungo ponte del 2 giugno. Sono le 16,30 di giovedì quando nel parcheggio del Lago Grande un turista cinquantenne scende dal suo suv fiammante e sfoga la sua rabbia contro Cristina Bartoli, dipendente della cooperativa L’Opera che, insieme ad Atlante, ha in gestione l’area sosta dal lato del molo. «Era insieme alla moglie e a un’altra donna, presumo fossero usciti da un ristorante - racconta -. Il mio collega li ha visti sfrecciare contromano e ha intimato all’uomo al volante di fermarsi. Per tutta risposta quello ha accelerato, rischiando di investirlo, per poi inchiodare a un palmo da lui. Ha tentato di giustificarsi sostenendo che fino all’anno scorso era passato sempre in quella direzione. Gli abbiamo spiegato che il senso in cui aveva imboccato la strada era sbagliato, ma ha insistito. Mi ha detto: «È colpa della mia macchina, fa tutto da sola». Io allora gli ho risposto che sarebbe bene che non si mettesse al volante, visto che non sa guidare». 


Non l’avesse mai fatto. Il balordo l’ha presa come una provocazione. E ha cominciato ad urlare contro la parcheggiatrice, ricoprendola di insulti. «Si è messo a gridare: “Tu non sai chi sono io, sono di Ostia” - racconta Cristina -. Quando gli ho fatto presente che, se avesse continuato, avrei chiamato i carabinieri, mi ha sputato in faccia. Io ho reagito e lui è sceso». Mentre la moglie inveiva contro l’altro parcheggiatore («Gli diceva: picchia me se hai il coraggio»), Cristina veniva avvicinata dal conducente del suv. Un faccia a faccia da brividi, seguito da un’aggressione vergognosa. «Prima mi ha strattonato, rompendomi un braccialetto. Poi ha provato ha darmi un calcio, ma sono riuscita a schivarlo. Infine, mi ha strappato la t-shirt e il reggiseno, facendomi rimanere nuda davanti a tutti. Non contento, continuava a insultarmi, a darmi della prostituta e a minacciarmi, dicendo che non avrei dovuto raccontare a nessuno questa storia».

In suo aiuto è intervenuto un dipendente del parcheggio Emilia. Il turista laziale se l’è presa pure con lui, ma quando ha capito che la situazione era ormai degenerata, è risalito sul suv ed è scappato via. Nel senso vietato, ovviamente. Purtroppo nessuno ha avuto la prontezza di riflessi di annotare il numero di targa, ma i carabinieri stanno indagando sull’aggressione choc, nel tentativo di risalire al responsabile tramite testimonianze o immagini delle telecamere della baia. Cristina, scossa ma per nulla impaurita, è stata soccorsa dai colleghi: si è rivestita, ha sorseggiato un bicchiere d’acqua, è andata a riposarsi a casa. Il giorno dopo, è tornata al suo posto di lavoro.

«Qui gli insulti sono all’ordine del giorno - racconta esasperata -. Le persone non hanno più pazienza, se non trovano posto se la prendono con noi. A volte ci capita di redarguire qualcuno che lascia l’auto in sosta vietata, magari in punti pericolosi, dietro le curve. C’è chi risponde: “Fatti gli affari tuoi, se arriva la multa la pago io”. Ma dove siamo arrivati?». E siamo solo all’inizio: benvenuta estate. 

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