La portella off limits e niente auto in porto, l'ordinanza fa infuriare i ristoratori: «Per noi è l'ennesima beffa»

Venerdì 18 Giugno 2021 di Stefano Rispoli
Niente più auto nel porto antico: l'accesso è stato vietato dall'Autorità portuale

ANCONA - L’ordinanza della discordia è stata come una scintilla in una tanica di benzina: ha fatto esplodere di rabbia i ristoratori del porto che già prima di sentivano penalizzati, ma adesso al danno si aggiunge la beffa. Sì perché nella stagione che doveva celebrare il ritorno degli eventi, con l’inaugurazione dell’area divertimento della Banchina, fanno discutere le scelte proibizioniste dell’Authority.

 

La chiusura serale della portella Santa Maria, in primis: costringerà le persone a fare il giro dell’oca per arrivare al porto antico, tra l’altro a piedi, visto che è stato vietato l’accesso con monopattini, skateboard e biciclette da ogni varco (oltre agli scooter, ovviamente). Ma soprattutto, a suscitare polemiche è la decisione dell’Autorità portuale di negare l’ingresso anche agli automobilisti diretti alle attività commerciali. Insomma, gli anconetani dovranno rinunciare, almeno per quest’estate, alla vecchia e cara abitudine di lasciare l’auto davanti al ristorante per pranzare o cenare nei ristoranti del porto. 


È questo l’aspetto che più irrita i commercianti. «Hanno introdotto questa ordinanza da un giorno all’altro e neanche si sono degnati di avvertirci - protesta Nadia Angeloni della storica trattoria Da Irma -. Sa cos’è successo? Tre clienti che venivano da fuori mi hanno chiamato perché alle sbarre del porto non li facevano passare, dal momento che era entrato in vigore il nuovo regolamento. Ma qui da noi nessuno sapeva niente. Sono stati costretti a raggiungerci a piedi, sotto un sole a trenta gradi. Oltretutto hanno sbagliato strada e sono arrivati fino all’arco di Traiano. Se il sindaco e le autorità hanno intenzione di chiudere il porto, ce lo dicano subito: ci pagano un bell’indennizzo e facciamo le valigie». 


Anche turisti e professionisti ad Ancona per lavoro sono rimasti spiazzati dall’ordinanza. «Un signore mi ha chiesto aiuto perché doveva arrivare all’Hotel Palace e non sapeva come fare, dal momento che ha trovato una transenna alla portella Santa Maria - racconta Andrea Manganelli dell’omonimo bar-ristorante -. Io non ho saputo che consiglio dargli, se non quello di farsi una lunga camminata per tornare in albergo. E lui che ha fatto? Ha scavalcato la transenna, come fanno tutti d’altronde». Ciò che lascia interdetti gli operatori è il mancato coinvolgimento nella decisione adottata dall’Autorità portuale. «Non ci hanno interpellato per niente - continua Manganelli -. È un peccato perché avremmo potuto trovare un’altra soluzione per impedire ai motorini di passare sotto la portella, se il problema è questo: ad esempio, creare un percorso con le transenne in modo da consentire almeno l’accesso ai pedoni e ai passeggini. Ma lì c’è pure una telecamera: basterebbe guardare le immagini e sanzionare chi passa furbescamente con gli scooter». 


Un freno andava tirato per regolamentare la commistione di pedoni, motorini, auto, skateboard, biciclette «per eliminare i rischi per gli utenti nelle ore di minore visibilità», come spiega l’Authority. Ma c’è modo e modo, sottolineano i commercianti. «Siamo già tagliati fuori d’inverno, adesso rischiamo di perdere molti clienti perché non tutti sono disposti a venire da noi a piedi - sostiene Marinella Manganelli del ristorante La Bitta -. Tra l’altro siamo stati sempre scrupolosi nel rilasciare i ticket per l’ingresso in auto ai nostri clienti. Già a pranzo siamo chiusi perché in giro non c’è nessuno: non vorremmo essere penalizzati anche la sera». Il turismo, infatti, ancora non decolla. E i croceristi? «Qui da noi non si vede nemmeno l’ombra - interviene Andrea Manganelli -. D’altro canto ora li fanno sbarcare alla banchina 23, che è lontanissima. Se non venivano a trovarci prima, figuriamoci adesso». 

 

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