Bollette triplicate, piscine a rischio chiusura. Ecco quali sono. «Costi insostenibili, non possiamo scaricare i rincari sui clienti»

Le piscine soffrono il rincaro delle bollette
Le piscine soffrono il rincaro delle bollette
di Andrea Maccarone
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Venerdì 3 Giugno 2022, 07:30

ANCONA - Piscine a rischio chiusura. Il primo quadrimestre dell’anno ha consegnato ai gestori degli impianti natatori bollette da capogiro. La sopravvivenza delle strutture è appesa a un filo e si cerca l’interlocuzione con i proprietari degli impianti, ovvero i Comuni, e la Regione per trovare una soluzione. A causa degli aumenti vertiginosi dei costi di energia, a settembre potrebbero saltare le aperture delle piscine di Chiaravalle e Moie. Il prossimo 15 giugno il coordinamento regionale dei gestori delle piscine si riunirà per definire una linea condivisa prima di confrontarsi con le amministrazioni pubbliche. Intanto le società concessionarie degli impianti fanno il conto delle bollette da pagare.


Le utenze sono praticamente triplicate. «Per la piscina del Passetto la bolletta del gas è passata da 6 mila euro al mese a 18 mila, e l’elettricità da 3 mila al mese a 10 mila », afferma Igor Pace, consigliere del Cogepi, consorzio che gestisce oltre all’impianto del Passetto anche le piscine di Ponterosso ad Ancona e di Chiaravalle». Giusto per fare due conti: «Tra gennaio e aprile - continua Pace - dobbiamo pagare 112 mila euro» a fronte dei quasi 40 mila del periodo pre-crisi.

«Per ora la sofferenza è solo su carta - specifica il gestore - perchè siamo in attesa di aiuti concreti da parte del Comune di Ancona che ha promesso di venirci incontro in qualche modo». Mentre ci sono grossi punti interrogativi sul prosieguo delle attività all’impianto di Chiaravalle, sempre in gestione al Cogepi. «Abbiamo uno sbilancio di 55 mila euro - afferma Pace - accumulato solo nei primi quattro mesi dell’anno». Sul fronte degli impianti privati la situazione è ancora peggiore, perché non c’è un ente pubblico proprietario della struttura con cui provare ad attuare una trattativa. «Di solito in un anno, solo di gas, spendevamo sui 75 mila euro - afferma Davide Tucci, titolare della Conero Wellnes, maxi palestra con piscina coperta - quest’anno nei primi quattro mesi siamo già a 50 mila». 


Il consigliere di Cogepi, Igor Pace, non ne fa un mistero. «Se non dovessimo trovare degli aiuti per fare fronte al rincaro delle bollette - dice - l’impianto di Chiaravalle è a serio rischio chiusura a partire da settembre». E anche la piscina di Moie è nella stessa situazione. «Ci sono grossi dubbi - afferma Mirco Santoni, presidente della Team Marche, società che gestisce l’impianto di Moie -. E’ probabile che resteremo chiusi. Le prospettive sono allarmanti, non ci sono prospettive per il futuro». 


Timore che accomuna molte altre società sportive. «Alcuni colleghi mi hanno già detto che stanno ragionando su aperture parziali dal prossimo autunno - continua Santoni - altri ipotizzano di fermare tutta la struttura». Lo scenario è davvero preoccupante. E per incentivare la frequentazione, i gestori delle piscine hanno scelto di lasciare invariati i prezzi dei corsi e dei singoli ingressi in vasca. 


Quella di non ritoccare i prezzi è una policy che accomuna, almeno per ora, tutti gli impianti natatori, sia quelli pubblici sia i privati. «Non possiamo ricaricare sulle tasche dei clienti - afferma Tucci - piuttosto sto ragionando su aperture leggermente posticipate e chiusure anticipate, risparmiando così circa un’ora e mezza al giorno». Strategia che consentirebbe all’operatore di limare il consumo di energia nelle fasce orarie di minore frequentazione. Sulla stessa lunghezza d’onda Santoni di Team Marche che preferisce rilanciare sull’offerta all’utente: «la nostra tendenza è di non aumentare i prezzi - conferma - ma semmai di incrementare i servizi aggiungendo prestazioni per arricchire l’offerta».

Così da invogliare a frequentare gli impianti, perché l’altra paura è quella di assistere ad un crollo dell’affluenza a causa del caro vita che affligge le famiglie. «Probabilmente sulla prossima stagione avremo un calo delle iscrizioni - prevede Tucci - purtroppo lo sport potrebbe diventare un surplus che molte famiglie non potranno più permettersi. Quindi se dovessimo anche aumentare i prezzi dei nostri corsi sarebbe il colpo di grazia per tutti».

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