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Sos piazza Pertini, smartphone scippato ad una donna, i commercianti chiedono aiuto: «Ragazzini ubriachi e risse ad ogni ora»

Sos piazza Pertini, smartphone scippato ad una donna, i commercianti chiedono aiuto: «Ragazzini ubriachi e risse ad ogni ora»
Sos piazza Pertini, smartphone scippato ad una donna, i commercianti chiedono aiuto: «Ragazzini ubriachi e risse ad ogni ora»
di Teodora Stefanelli
4 Minuti di Lettura
Venerdì 3 Dicembre 2021, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 12:06

ANCONA - Il luna park e le giostre non bastano per dare lustro a piazza Pertini e a tutta l’area circostante. Il paesaggio è grigio e desolato e il degrado prende il sopravvento sullo spirito natalizio. Sotto la statua dei Rinoceronti si assiepano le bande di ragazzini terribili ma non mancano anche senzatetto e alcolizzati che bivaccano in zona.

Giusto martedì scorso, alle 8 di sera, una ragazza è stata scippata del suo smartphone da un gruppo di bulli incappucciati mentre passeggiava da sola, rientrando verso casa, e parlava al telefono con il fidanzato. La polizia è a caccia dei baby rapinatori che con destrezza l’hanno beffata: uno l’ha strattonata, in modo da distrarla. L’altro le ha strappato il cellulare dalla mano. La ragazza, in lacrime, si è messa a gridare aiuto: le indagini sono in corso, si spera nell’assist delle telecamere di piazza Pertini. Sempre, qui, un mese fa, si erano nascosti, all’ombra del complesso scultoreo della Mater Amabilis di Trubbiani, alcuni dei ragazzi che avevano partecipato alla rissa sotto i portici di piazza Cavour nella quale una ragazzina era stata raggiunta da un forte pugno al volto. 


L’alcol 
C’è chi addossa gran parte delle colpe all’abuso di alcol da parte dei giovanissimi. «Escono il pomeriggio, assediano la piazza e non fanno altro che entrare nei vari bar e supermercati della zona a caccia di birre e superalcolici – dice Pieralfredo Egidi, titolare della birreria Oltremalto Beershop –. Io chiedo sempre il documento, li inquadro subito e li caccio se vedo che sono minorenni. Entrano in gruppi da dieci e fanno confusione. Il loro obiettivo è stordirsi. Proprio l’altro giorno ero fuori dal negozio per fumare una sigaretta, mi giro e vedo questa ragazzina davanti al supermercato attaccata alla bottiglia. Era piccola, si vedeva. Poi è normale che in quelle condizioni procurino guai». C’è anche chi, da esercente ma anche genitore, si preoccupa del futuro di questo luogo: «Ho una ragazzina preadolescente – racconta Mehdi Agha che da 11 anni gestisce il locale Golden Pizza in via San Martino – ed evito di portarla qui. Non voglio che frequenti certi posti. Si vedono scene di ogni tipo, dalle risse ai barboni fino alle scazzottate. Se litigano finisce sempre a botte. C’è da aver paura. Bisogna fare qualcosa per rivitalizzare questo posto, una volta non era così».


Il vuoto 
Nonostante i controlli sempre più assidui della polizia il problema per i vari commercianti sembra essere il fatto che la piazza non offra nulla a chi viene in centro. «Sono spariti anche i mercatini – dice Marco Donnini del Bar Pertini – ho parlato anche con il Comune. Serve un piano per dare vita a questa zona che altrimenti è morta dopo una certa ora. Sono qui fino alle due di notte e dopo una certa ora la piazza è deserta, non c’è più nessuno. Per fortuna le giostre che sono frequentate da famiglie e bambini, sennò il resto dell’anno non c’è assolutamente niente». Intanto i commercianti arrancano e sono stanchi delle promesse. «Ne abbiamo sentite tante – prosegue Donnini - ma basta farsi un giro la sera per capire quanto è deserto questo posto». Oltre a tutti i problemi già esistenti ci si mettono anche i No vax. «La settimana scorsa hanno pensato bene di piazzarsi qui con il loro presidio – continua Donnini – urlavano ed erano tutti senza mascherina. Immagino cosa può aver pensato un genitore che portava i bimbi alle giostre. Praticamente si è fatto il vuoto tutto intorno e con modi anche arroganti dicevano alle persone di togliersi le mascherine. Insomma, ci si mettono anche loro». 
Se una soluzione tarda ad arrivare intanto il degrado avanza attirando giovani annoiati e balordi di ogni tipo. Giada Buda del Bar San Martino racconta: «Qui siamo dimenticati, è una vita che ci sono questi problemi. Sono qui da 26 anni e non è mai cambiato niente. Dico sempre a mia madre di stare attenta quando è da sola al bar, le ricordo che deve chiudersi dentro e di guardarsi bene intorno dopo una certa ora, soprattutto adesso che fa buio presto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

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