Dalle piattaforme in mare un maxi tesoro al Comune: dall'Eni 35,8 milioni ad Ancona Entrate

Sabato 14 Novembre 2020 di Massimiliano Petrilli

ANCONA - Il tesoretto arriva dal mare. Quasi 36 milioni di euro, da ieri pomeriggio iscritti virtualmente tra le entrate del Comune. La cassaforte di Palazzo del Popolo è stata rimpinguata dalla Commissione tributaria provinciale di Ancona che ha dato ragione ad Ancona Entrate rigettando il ricorso di Eni contro l’accertamento fiscale effettuato da Ancona Entrate riguardo il mancato pagamento di Imu sulle piattaforme estrattive situate al largo della costa dorica.

 
Le voci
L’accertamento avviato dagli uffici di Ancona Entrate aveva individuato un mancato versamento di Imu per oltre 35 milioni. Mancati versamenti per la specifica voce legata alle aree delle piattaforme a partire dagli 8.736.000 del 2012 a cui si sono aggiunti nel 2013 altri 8.124.636, gli 8.695.649 del 2014 sino ai 10.943.194 del 2015. Per un totale di 35 milioni e 896.235 euro, comprensivi di sanzioni e interessi. Contro la contestazione di Ancona Entrate c’è stato il ricorso dell’Eni, proprietaria delle piattaforme, ma è stata sconfitta in sede provinciale. 
Gli step
Ora è possibile il ricorso alla Commissione regionale, mentre l’ultima parola potrebbe spettare alla Cassazione. Ed è per questo che i 35,8 milioni non sono da considerarsi ancora materialmente disponibii per il Comune. «Il giudice tributario – afferma il sindaco Valeria Mancinelli - ha dato ragione al Comune di Ancona in un contenzioso con Eni relativo all’Imu sulle piattaforme. Contenzioso gestito in casa, in modo brillante, da Ancona Entrate. Siamo al primo grado, i soldi non arrivano subito ma si tratta di una cifra molto consistente. 35,8 milioni di euro. Cercheremo di velocizzare al massimo le procedure - sottolinea il sindaco - affinché questi soldi, tutti o in parte qualora si giunga ad un accordo, possano essere a nostra disposizione per utilizzarli immediatamente per la cura e la crescita della città». Gli uffici di Ancona Entrate, in collaborazione con gli uffici comunali, dopo aver messo a punto l’accertamento, hanno anche predisposto tutta la documentazione necessaria per il giudizio dinnanzi alla commissione tributaria provinciale, evitando ulteriori costi alle casse pubbliche nella rappresentanza in giudizio. La tesi sostenuta da Ancona Entrate è che le piattaforme petrolifere, essendo fabbricati destinati allo svolgimento di attività industriale, devono pagare i tributi comunali al pari di ogni altro immobile industriale produttivo di reddito che insiste sul territorio comunale e pertanto soggetto al pagamento di Imu. Da un accertamento effettuato non risultavano pagate da nessuna piattaforma Eni. Ora si dovrà capire le intenzioni dell’Eni. In teoria quella riconosciuta al Comune dalla Commissione tributaria provinciale è una somma pari a un quarto delle entrate comunali annuali.

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