Terrore al Piano per le sprangate in testa nel parco dei bambini: preso l'aggressore

Venerdì 15 Aprile 2022 di Federica Serfilippi
Terrore al Piano per le sprangate in testa nel parco dei bambini: preso l'aggressore

ANCONA - Era stato aggredito nel pomeriggio dello scorso 14 marzo nei giardinetti di piazza Ugo Bassi, davanti a decine di bambini che si erano ritrovati a giocare insieme, come loro solito. La vittima, un 30enne di origine tunisina, era stata colpita più volte alla testa da un oggetto metallico e poi portata al pronto soccorso di Torrette. All’arrivo delle Volanti della questura, l’aggressore era già fuggito. C’è voluto meno di un mese di indagini per rintracciarlo e denunciarlo per lesioni aggravate. Nei guai c’è finito un 26enne di origine albanese.

 

I testimoni

I poliziotti hanno stretto il cerchio attorno a lui dopo aver scandagliato tutti i filoni investigativi e ascoltato i testimoni del brutale episodio di violenza. Lo scorso mercoledì, gli agenti hanno eseguito una perquisizione a casa del 26enne: l’ispezione ha permesso di rinvenire e sequestrare l’arnese che sarebbe stato utilizzato per l’agguato. Si tratta di un piede di porco metallico a forma di L, lungo circa 30 centimetri, corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima in sede di denuncia. Oltre al corpo del reato, i poliziotti hanno rinvenuto in casa dell’albanese una modica quantità di hashish, motivo per cui è scattata la segnalazione in Prefettura nei suoi confronti come assuntore di sostanze stupefacenti. 

Il movente

Rimane ancora poco chiara la circostanza che avrebbe spinto il 26enne a percuotere il tunisino con un piede di porco. Secondo quanto era stato possibile ricostruire nel pomeriggio del 14 marzo, il 30enne era seduto su una panchina di piazza Ugo Bassi in compagnia di un paio di amici quando era stato raggiunto dal rivale. L’aggressore gli avrebbe chiesto che ci faceva in quella zona. Da lì, un battibecco e poi la violenza perpetrata con l’oggetto metallico, calci e pugni alla vittima. Per alcuni istanti, tramortito dai colpi ricevuti, il nordafricano aveva perso i sensi per poi riprendersi durante il trasporto in ospedale a bordo di un mezzo della Croce Gialla. Era entrato al pronto soccorso con un codice di media gravità, dovuto in particolare al trauma cranico riportato. 

Scene di sangue

Non era la prima e non certo l’ultima scena di sangue avvenuta nella zona del Piano negli ultimi mesi. Domenica scorsa, per esempio, è stato condotto in ospedale un 36enne del Ghana: sarebbe stato aggredito senza motivo da un connazionale in piazza d’Armi. La vittima è stata trovata dai soccorritori con una ferita al volto e una contusione al polso. 
Prima dell’episodio del 14 marzo, era stato malmenato lungo corso Carlo Alberto un 30enne romeno, preso a calci e pugni da un gruppo di ubriaconi che gli hanno spaccato la testa contro una panchina. Si ricorda che fino al 30 giugno, al Piano è valida l’ordinanza che vieta di consumare bevande alcoliche e superalcoliche a tutte le ore del giorno. Le parole del questore Cesare Capocasa in merito alla denuncia del 26enne albanese: «Ancora una risposta puntuale della Polizia di Stato alla domanda di sicurezza dei cittadini. “Esserci Sempre” è prevenire condotte criminali lì dove possibile, ma anche individuare prontamente i responsabili di fatti delittuosi assicurandoli all’autorità giudiziaria, nell’interesse ed a difesa della società civile».

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