Case popolari fantasma nella piazza attesa 30 anni: il buco nero di Passo Varano tra siringhe e vandali

Sabato 29 Gennaio 2022 di Stefano Rispoli
I garage mai terminati di piazza Aldo Moro, a Passo Varano

ANCONA - La piazza che non c’è ha ormai compiuto trent’anni. Tra burocrazia, fallimenti, contratti rescissi e cicliche crisi, lo scempio di Passo Varano è ancora lì, sotto gli occhi dei residenti esausti che ogni giorno s’affacciano sul degrado. «Alziamo le serrande e tutte le mattine dobbiamo assistere a quello schifo» dice la signora Roberta, indicando con un cenno del mento il cantiere Erap a metà, dove un giorno (di quale anno?) sorgerà la palazzina con 30 alloggi di edilizia agevolata. «Per ora vediamo solo i pilastri di cemento, i ferri che spuntano e le recinzioni che stanno lì da una vita». 

 

 
Uno scenario da terzo mondo. L’ultimo inghippo ha riguardato la rescissione del contratto con la ditta campana a cui era stato affidato il cantiere: non stava realizzando le opere in modo conforme. Dunque, si è dovuto ripartire da zero. «I lavori sono stati riassegnati ad un’impresa di Teramo - fa sapere Maurizio Urbinati, direttore Erap -. Abbiamo dovuto rivedere il progetto, che ricalca quello precedente». La variante, depositata al genio civile, per i 30 alloggi di edilizia agevolata (valore 3 milioni) «ormai è pronta, sono prossime le approvazioni da parte di Erap». Ma è già passato un anno da quando la ripresa del cantiere era stata annunciata (febbraio 2021). Resta invece sulla carta la terza tranche da 7 milioni per costruire un edificio di edilizia sovvenzionata in grado di ospitare 56 famiglie su 5 piani. In compenso, dopo le difficoltà legate alla pandemia, sono ripresi i lavori per l’edificio di via Maestri del Lavoro, sopra il Panettone, che ospiterà 58 appartamenti. Le abitazioni tra i 62 e i 72 mq a prova di terremoto sono distribuite su 6 piani, mentre al piano terra verranno realizzati portici destinati ad ospitare locali per il commercio. L’appalto ammonta a 5,2 milioni. Peccato solo che la palazzina doveva essere pronta nel 2018 e invece, se tutto andrà bene, se e riparlerà nel 2023. L’ultimo passaggio del piano da 16 milioni riguarderà le opere di urbanizzazione: un milione verrà stanziato per piazza Aldo Moro, che esiste solo nell’immaginario collettivo e nello stradario. 
Altro che «piazza ecologica», come veniva presentata nel progetto rimasto sulla carta, in cui si tratteggiano «aiuole pensili, alberature e un impianto all’aperto per il recupero delle acque piovane, il tutto orientato all’alta sostenibilità ambientale». L’incompiuta trentennale, piuttosto, è una bomba ecologica. L’unica cosa visibile, al momento, sono gli scheletri dei parcheggi pubblici che dovrebbero collegare la piazza a Passo Varano con percorsi pedonali: sono diventati il rifugio per drogati e sbandati. Sui porticati che si trovano accanto al Panettone svettano minacciosi cumuli di mattoni che da un momento all’altro rischiano di abbattersi al suolo, un pericolo anche per i giovani che frequentano la scuola di danza, il teatro e le attività sportive ospitate nel vicino centro polifunzionale. Sotto le arcate, sommerse dalla vegetazione incolta, si aprono anfratti dove qualcuno trascorre la notte, a giudicare dalla presenza di materassi e cartoni. Ma qui i tossici vengono anche a drogarsi, come dimostrano le siringhe usate e gettate nell’erba. Tutt’attorno è una discarica a cielo aperto: una montagna di rifiuti, tra avanzi di cibo, bottiglie, lattine di birra, stracci, pezzi di legno, perfino un televisore e il monitor di un computer, per non parlare delle bestemmie che tappezzano le pareti scrostate del parcheggio abbandonato, ad opera di writer scatenati. 

 

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