Passetto, approvato il progetto definitivo per il restyling della scalinata: lavori in due tranche per 750mila euro

Passetto, approvato il progetto definitivo per il restyling della scalinata: lavori in due tranche per 750mila euro
Passetto, approvato il progetto definitivo per il restyling della scalinata: lavori in due tranche per 750mila euro
di Lorenzo Sconocchini
4 Minuti di Lettura
Sabato 11 Giugno 2022, 05:10

ANCONA - Sarà eseguito in due tranche, tra quest’anno e il 2023, l’intervento di riqualificazione della scalinata a mare del Passetto. Nei giorni scorsi la giunta Mancinelli ha approvato il progetto definitivo - firmato da un pool di professionisti formato dall’architetto Nazzareno Petrini e dagli ingegneri Raffaele Solustri e Mattia Moscatelli - per un importo complessivo di 750.000 euro. Un investimento necessario per tutelare e riqualificare la scalinata monumentale, «il cui stato di conservazione - ricorda la delibera di giunta - risulta ormai compromesso da fenomeni di degrado progressivo che potrebbero arrecare danni irreversibili al manufatto, compromettendo peraltro l’incolumità pubblica».

Il mutuo

Per finanziare il restyling della scalinata che già uno stanziamento da mezzo milione inserito nell’annualità 2022 del piano triennale delle opere pubbliche, che coprirà la prima tranche dell’intervento, mentre il secondo step, da 250mila euro, il Comune contrarrà un mutuo l’anno prossimo, che conta di finanziare con alienazioni patrimoniali. Anche la progettazione esecutiva, che dovrebbe essere completata entro luglio, sarà suddivisa in 2 stralci.
La scalinata non rischia di crollare, ma ha bisogno di un lifting diffuso e di alcuni interventi di consolidamento. «L’analisi dei dati raccolti - si legge nella relazione tecnica allegata al progetto -, ha mostrato che la scalinata a mare non presenta significative problematiche di natura statica, in quanto le strutture murarie risultano solide e ben costruite ed i terrazzamenti presentano solamente in qualche punto modesti dissesti localizzati». Le manifestazioni di degrado più rilevanti, spiegano i progettisti, riguardano «il deterioramento dei materiali lapidei che, costantemente esposti all’azione di agenti atmosferici anche di notevole intensità, hanno perso in molti casi la loro consistenza, presentandosi erosi, al punto tale da determinare a volte delle vere e proprie lacune all’interno del tessuto murario».

Tre fasi

Per questo gli interventi da realizzare sono stati suddivisi in tre gruppi, corrispondenti ad altrettanti fasi di un intervento conservativo. Si partirà dalla “pulitura”, consistente nell’asportazione di sostanze estranee presenti sulla superficie del manufatto, nocive per la sua conservazione o per la sua leggibilità. Rientrano in questa fase tutte le operazioni di rimozione della vegetazione superiore, della microflora patogena, delle patine, delle vernici dovute ad atti vandalici, nonché la rimozione di eventuali aggiunte costituite soprattutto di elementi di parapetto in legno posti a protezione delle balaustre in pietra più danneggiate.
Le operazioni di “consolidamento” consisteranno in una serie di azioni volte a migliorare le caratteristiche di coesione tra i componenti di un materiale. Comprendono il consolidamento di strutture erose o dissestate, l’integrazione di parti mancanti, il risarcimento e la stilatura dei giunti. 

La protezione

L’ultima fase sarà quella di “protezione”, finalizzata al mantenimento dello stato di pulizia operato e ad allontanare nel tempo la formazione di nuovi fenomeni di degrado sui materiali. Prevede l’applicazione a spruzzo o a pennello di prodotti protettivi organici che conferiranno alla superficie della scalinata idrorepellenza. Parallelamente agli interventi di pulizia e recupero della struttura della scalinata a mare, il progetto coglie l’occasione per predisporre un impianto di illuminazione architettonica e funzionale a servizio del monumento e dell’intero percorso di discesa, attualmente scarsamente illuminato e con illuminazione poco uniforme.

© RIPRODUZIONE RISERVATA