«Altro che Parco, il Conero è una pista». Rabbia al Poggio contro le gare in moto

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Roberto Senigalliesi
La prima protesta dei residenti del Poggio risale al 2007: da allora niente è cambiato

ANCONA  - Altro che Parco del Conero, il Poggio è nel pieno di un parco motociclistico, un vero circuito. È questa la protesta di Maurizio Rocchi, un residente del Poggio, barricato praticamente in casa a causa dello sfrecciare di motociclisti davanti la sua abitazione. «Siamo stati costretti a stare tappati in casa per pausa del Coronavirus - queste le sue affermazioni - ed ora che si potrebbe finalmente uscire non possiamo farlo per paura di essere travolti». Rocchi mette il dito sulla piaga di una situazione che si sviluppa ormai da decenni e non è stata mai risolta.

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Da anni sulla strada che collega Pietralacroce con Sirolo il pericolo dell’alta velocità delle moto è sempre più reale. Una strada trafficata anche da bici e da gente a piedi che spesso si trasforma in una vera e propria roulette russa, come testimoniano le tante croci lungo il percorso per la perdita di vite umane a causa di incidenti causati appunto dall’alta velocità. Rocchi, peraltro, non si rassegna a questa situazione e per cercare di rimuoverla ha preso carta e penna, meglio computer, per mandare una missiva al sindaco Valeria Mancinelli. «Faccio questa segnalazione - scrive nel suo accorato appello- pur sapendo che la situazione è ben nota alle istituzioni ed alle forze dell’ordine, dopo l’ennesimo riscontro di pericolo a cui abitanti ed avventori della zona in questione vanno incontro». Rocchi, che abita - tra il Poggio e la caserma della Marina Militare, ricorda che «Ogni fine settimana la strada provinciale che scorre davanti la mia abitazione diventa una pista per le scorribande di tanti motociclisti che in gruppo ingaggiano vere e proprie gare fra loro, senza rispetto del codice stradale, della sicurezza altrui e del livello sonoro».

A far da detonatore altri due recenti episodi di fronte ai quali «chiunque sarebbe rimasto sconcertato per la situazione». Né c’è da pensare a prevenzione, Rocchi dice di parlare da «motociclista», ma «il Parco del Conero è ormai diventato un parco motociclistico. In questo periodo l’affluenza di persone e famiglie, in bicicletta ed a piedi, è maggiore del solito dopo il periodo di fermo a cui siamo tutti stati sottoposti ma questi criminali, sì questo sono, continuano a fare quello che vogliono senza pensare alle conseguenze delle loro bravate, sfrecciando a folle velocità fra persone e biciclette». Rocchi conclude chiedendo al sindaco che « vengano presi provvedimenti».
Speranza che troppe volte è andata disillusa in anni ed anni di proteste da parte dei residenti, che qualche tempo fa si erano anche costituiti in Comitato ed avevano attuato anche forti forme di protesta. Ma il malvezzo e la maleducazione sono proseguite. Anche ieri le moto hanno continuato a sfrecciare, indisturbate, a folle velocità. 

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