Una panchina per ricordare Michele Martedì: la famiglia la donerà al Comune. Sarà installata nel parco di via De Dominicis

Sabato 18 Dicembre 2021 di Massimiliano Petrilli
Una panchina per ricordare Michele Martedì: la famiglia la donerà al Comune. Sarà installata nel parco di via De Dominicis

ANCONA  - Una panchina per ricordare Michele Martedì, il 26enne ucciso l’8 dicembre dello scorso anno da a Mattia Rossetti. La richiesta è stata avanzata nei giorni scorsi dalla famiglia al Comune.

 

«La famiglia martedì ha manifestato il desiderio di donare una panchina, da dedicare al figlio ad un anno dalla sua uccisione, da posizionare presso il parco di via De Dominicis, nell’ambito di un progetto di rivalutazione del parco stesso» si legge nella delibera della Giunta con cui l’esecutivo Mancinelli ha accettato la donazione ritenendo «la finalità pienamente condivisibile da parte dell’Amministrazione comunale». 


«Lo scorso 8 dicembre 2020 la città ha vissuto una delle vicende più atroci che l’hanno segnata profondamente - si legge nell’introduzione della delibera di Giunta - Un ragazzo ventiseienne, Michele Martedì, è stato vittima di un efferato omicidio, consumato vicino alla sua abitazione. Ancora oggi a distanza di mesi il suo ricordo vive nei cuori dei suoi familiari, amici, colleghi di lavoro e di quanti gli hanno voluto bene». Un ricordo da continuare a tenere vivo, da qui la decisione della famiglia di installare una panchina nel parco di via De Dominicis, nella zona dove risiedeva Michele. Il ventiseienne è stato accoltellato a morte in via Maggini, lo scorso 8 dicembre, dall’ex compagno di scuola Mattia Rossetti. «Chiedo scusa ai familiari di Michele, sono pentito di quanto accaduto.

Quel giorno non ero in me» ha affermato il ragazzo nel corso dell’udienza preliminare di fine novembre in cui è stato disposto il rinvio a giudizio per l’imputato. Il processo per il delitto dell’Immacolata si terrà davanti ai giudici della Corte d’Assise dal 18 febbraio del prossimo anno. Parti civili sono i familiari di Michele, rappresentati dall’avvocato Alessandro Scaloni: i genitori Fabrizio e Patrizia, i fratelli Marco e Mattia e due nipotine. Nel carcere di Montacuto, pochi giorni dopo l’udienza che ha fissato il processo, Rossetti ha tentato di impiccarsi in carcere. Tentativo vanificato dall’intervento del compagno di cella.

 

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