Torrette, il Covid entra in Cardiologia: la clinica deve chiudere. Altro cluster in Ortopedia e il Pronto soccorso è in tilt

Martedì 29 Dicembre 2020
Il Pronto soccorso di Torrette è di nuovo sotto stress

ANCONA - Il Covid si è insinuato tra i reparti dell’ospedale di Torrette. Una minaccia subdola che ha costretto la direzione generale a chiudere la clinica di Cardiologia e a ridimensionare l’Ortopedia, dopo che una decina di persone, tra medici, infermieri e pazienti, sono stati contagiati dal virus. Problema nel problema, il Pronto soccorso che scoppia: ieri pomeriggio era affollato da una sessantina di pazienti. Situazione al limite del collasso, dovuta non solo al Covid, ma anche all’influenza, agli incidenti domestici e agli eccessi delle feste. 

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È attualmente off limits la clinica di Cardiologia diretta dal professor Antonio Dello Russo. Ieri sera la direzione degli Ospedali Riuniti ha deciso di procedere con una decontaminazione radicale del reparto in cui si è sviluppato un cluster Covid. Alcuni operatori sono risultati positivi, sono stati presi in carico dal Dipartimento di prevenzione dell’Asur e sono stati collocati in isolamento domiciliare: probabilmente sono stati contagiati da un paziente che ad un primo tampone era negativo e che, a sua volta, avrebbe inconsapevolmente trasmesso il virus ad altre persone ricoverate. Un effetto domino preoccupante: per questo la clinica è stata svuotata e i pazienti sono stati trasferiti in altri settori.

Oggi si procederà con l’apertura di un piccolo reparto sullo stesso piano della clinica – che verrà completamente bonificata - con l’allestimento di una decina di posti di cardiologia, in modo da garantire la continuità operativa. Nessun problema, invece, per la Divisione di Cardiologia, la cui funzionalità è regolare. 
Un secondo focolaio si è sviluppato all’interno dell’Ortopedia, con alcuni operatori contaminati. Qui non si è resa necessaria la chiusura: si è valutato piuttosto di ridimensionare il reparto, riducendo la disponibilità di posti letto, scesi da 40 a una trentina, alla luce della minore disponibilità doi personale e della necessità di isolare la sezione in cui si era diffuso il contagio. 


Ma siccome i problemi non vengono mai da soli, ecco un’altra criticità: il Pronto soccorso di Torrette rischia di nuovo di scoppiare. Ieri pomeriggio c’erano decine di persone che aspettavano di essere visitate, con tempi d’attesa che si sono protratti per ore. Alle 18 una sessantina di pazienti affollavano l’area della prima emergenza, non tanto per il Covid (anche se erano presenti alcuni casi sospetti e uno accertato in attesa di ricovero), quanto per patologie differenti, come sintomi influenzali e problemi gastrointestinali conseguenti agli eccessi a tavola durante le festività natalizie, senza dimenticare i traumi legati agli incidenti stradali e domestici. 

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