Metà infermieri fuori per malattia, l'organico è all'osso al centro trasfusionale: donatori di sangue rispediti a casa

Il centro trasfusionale si trova all'ospedale di Torrette
Il centro trasfusionale si trova all'ospedale di Torrette
di Teodora Stefanelli
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Mercoledì 16 Febbraio 2022, 08:40

ANCONA - Nonostante la carenza di sangue al centro trasfusionale di Torrette da lunedì gli operatori sono costretti a rispedire a casa i volontari che si presentano per la donazione. Con la morte nel cuore vengono respinti perché «quattro infermieri su otto sono in malattia».

L’Avis di Ancona dipinge una situazione sempre più drammatica e di emergenza. «Abbiamo dovuto ridurre le liste d’iscrizione – spiega il presidente dell’Avis dorica Saverio Taglioni – prima accoglievamo trenta donatori al giorno circa, ma ora stiamo riducendo drasticamente i numeri. Siamo costretti a dire alle persone di non venire. C’è stato un problema di scioperi del personale, ma voglio sperare che sia stata una questione passeggera, e poi sono arrivati i giorni di malattia». 


Il Covid ha peggiorato un annoso problema come quello della carenza di personale infermieristico. Il rischio è che «se non si risolve, questa emergenza andrà ampliandosi anche nelle prossime settimane creando un vero e proprio blocco. Proprio adesso che dovremmo raccogliere più sangue ci troviamo in questa situazione». L’Avis di Ancona «ha investito notevoli risorse economiche nella realizzazione di una campagna promozionale volta a reperire nuovi donatori ma - continua Taglioni - se poi non siamo in grado di farli donare tutto risulta inutile. La medicina trasfusionale non può essere considerata di serie b». 

Il dottor Mauro Montanari, direttore del centro trasfusionale conferma la situazione descritta dall’Avis e aggiunge: «C’è una carenza cronica di infermieri in tutta la sanità ma, in questo particolare momento, la situazione è ancora più problematica. Il Covid, ad Ancona come in altri ospedali d’Italia, ha portato alla luce un problema cronico che riguarda anche la formazione e le scuole infermieristiche».

Sì perché per saper utilizzare le macchine che eseguono i prelievi serve una certa preparazione. «Non si può pensare di prendere un infermiere qualsiasi e metterlo al centro trasfusionale». Intanto la direzione dell’Azienda ospedaliera si sta muovendo per trovare infermieri adatti e porre rimedio al problema. «E’ una priorità – prosegue il primario – e si sta facendo il possibile per risolverlo in fretta e per non creare blocchi».

Il dottor Gianluca Riganello, responsabile del centro di raccolta, aggiunge: «Abbiamo lavorato tanto per trovare donatori, ora sarebbe un peccato perderli». Il problema della scarsità di personale riguarda anche i centri di Chiaravalle e quello di Loreto. «È una condizione anomala – spiega il vicepresidente dell’Avis di Falconara Lorenzo Cioffi - abbiamo tanti donatori, lunghe liste d’attesa ma i posti che riescono ad accoglierli sono limitati. C’è molta più offerta di donazioni rispetto alla capacità di assorbimento dei centri trasfusionali». 

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