Nuovo Salesi, due anni di ritardo. L'inaugurazione-fantasma per il Covid e la promessa: «Pronto entro il 2024»

Sabato 26 Febbraio 2022 di Maria Cristina Benedetti
Caporossi, dg degli Ospedali Riuniti, nel cantiere del nuovo Salesi

ANCONA - Venticinque cantieri aperti e l’ipotesi di un nuovo nome inciso nella simulazione di un rendering: Azienda ospedaliera universitaria delle Marche. Sullo sfondo delle nuvole, che giocano a rimpiattino col sole, lo skyline di Torrette sono gru che svettano nel cielo, escavatori con la loro bocca di drago spalancata, griglie metalliche che rimodulano strade, marciapiedi, spazi.

 

Accanto alla palazzina che ospita la camera mortuaria e, svoltato l’angolo, il quartier generale della direzione degli Ospedali Riuniti, lo sguardo si perde nella vastità d’una spianata. Poco sopra, un tondo d’asfalto è pronto ad accogliere le eliambulanze che convergono da tutta la regione. Michele Caporossi è la guida d’eccezione tra quelle coordinate che conducono nell’altrove. Per riemergere da un tempo che ha segnato e costretto. 


«Osservate - fa notare - stanno lavorando alla palificata, una sorta di fondamenta per sostenere l’area di cantiere e per contenere le acque del torrente Lodola che scorre lì sotto». Lì, dove un cronoprogramma, frenato dall’incedere prepotente del Covid, pronosticava la nascita del nuovo Salesi entro il 25 febbraio 2022. Proprio ieri. Secondo le stime, si viaggia con oltre un anno di ritardo. «No, non intendo più azzardare date. Prima il Coronavirus, ora la guerra in Ucraina. Reperire le materie prime sarà sempre più complicato. Vedrete». Muoversi, nonostante tutto. Caporossi non spezza il ritmo della narrazione: «Le operazioni di costruzione non si sono mai realmente interrotte, se non nel 2020, quando l’emergenza-contagi era altissima». Il direttore quel lento ma pur sempre procedere lo traduce in immagini. Fa strada, fin dove si erge, dietro il polo di Malattie infettive tutto votato alla cura del virus, una costruzione grigia e squadrata, circondata da un muro di cinta. «Siamo lato monte, verso Posatora - aiuta a non perdere la bussola in quell’ospedale che pare una città - è l’isola ecologica, il luogo dedicato alla raccolta dei rifiuti. È finita». Sullo spiazzo che s’allarga davanti è accatastata un’infinità di bottigliette. «Abbiamo già iniziato con la raccolta della plastica». 


Altro giro, altra missione compiuta. «È la camera mortuaria. Sarà funzionale per Torrette, Salesi e Inrca». Svetta su una collinetta di fronte al vecchio ingresso dell’ospedale la cui facciata verrà presto integrata con un corpo di fabbrica: la sede direzionale. «Per realizzarla sono stati assegnati 8 milioni di euro – rammenta il dg – l’appalto era già stato affidato, ma le dite hanno gettato la spugna. Con il rincaro dei materiali non rientravano più nei costi». In sintesi, si dovrà ripartire da un’altra gara. 


Ripassa dal via, Caporossi, dal nuovo Salesi che avrà un piano in più, saranno cinque in tutto, l’equivalente di 5mila metri quadrati. «Abbiamo revocato i lavori di sistemazione del sesto livello del Corpo E, a Torrette. Quello spazio sarebbe dovuto essere dedicato alla realizzazione di reparti di ostetricia, ginecologia e terapia intensiva». Il percorso materno, che sarebbe costato all’azienda 5,7 milioni, verrà inglobato nel pediatrico e le risorse dirottate sulla prospettiva di una assistenza integrata. Un finanziamento regionale da 10 milioni andrà ad alimentare quella variante, per far convergere i circuiti dedicati alle mamme e quelli riservati ai bimbi. «Rispetto al progetto originale, la nuova amministrazione di Palazzo Raffaello ha impresso una spinta in più. Cosa buona e giusta». Il direttore indica con la mano le grandi finestre di quello che, a giorni, non sarà più il suo ufficio. «Il 10 marzo saremo fuori di qui. Poco dopo inizieranno le demolizioni». Largo al futuro.

 

Ultimo aggiornamento: 15:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA