Positivo al Covid, viene operato a 7 mesi: asportati 30 cm di intestino. Bimbo in terapia intensiva al Salesi

Venerdì 5 Marzo 2021 di Stefano Rispoli
La terapia intensiva del Salesi

ANCONA - L’hanno operato d’urgenza per un’occlusione intestinale che si sospetta sia stata scatenata da un’infezione da Covid. Ora è ricoverato nella Terapia intensiva del Salesi il bimbo di soli 7 mesi che, positivo al virus, è stato sottoposto a un delicato intervento nel Reparto di Chirurgia pediatrica diretta dal professor Giovanni Cobellis: è stato necessario asportargli circa 30 centimetri di intestino. 

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L’operazione, eseguita l’altra notte, è perfettamente riuscita: il piccolo è stato estubato, ma è ancora parzialmente sedato e per alcuni giorni dovrà fare nutrizione parenterale, per via endovenosa. Le sue condizioni sono monitorate costantemente dai medici del Salesi perché, come sottolinea il professor Cobellis, «sul Covid sappiamo ancora poco, anche per questo è difficile stabilire un nesso causale con la patologia avuta dal bambino: certamente non possiamo escludere una correlazione tra il virus e l’invaginazione intestinale, evidenziata dalle indagini radiologiche, che spesso si presenta in conseguenza di infezioni anche delle vie respiratorie». 


Il bimbo di 7 mesi era stato ricoverato mercoledì pomeriggio in Pediatria dopo che i genitori, anconetani, l’avevano portato al Salesi, preoccupati per le sue condizioni: aveva febbre, vomito e diarrea. Il fatto che la nonna fosse risultata positiva al Covid ha ulteriormente allarmato la famiglia. E infatti, sin dal primo tampone eseguito all’ospedale pediatrico, è emerso che il piccolo paziente era stato contagiato. Di qui la necessità di isolarlo e sottoporlo ad accertamenti per indagare sulle cause dell’occlusione intestinale.

«L’invaginazione si verifica quando una parte dell’intestino penetra nella parte a valle - spiega il prof. Cobellis -. Il problema chirurgico è sorto nel momento in cui, una volta risolta l’invaginazione, è stato necessario togliere circa 30 centimetri di intestino. Poi abbiamo eseguito una anastomosi e ricollegato le due parti di intestino sane». Prima di pronunciarsi, i medici vogliono attendere il decorso della fase post-operatoria. «Vista la tenera età, in questi casi è buona regola trattenere il paziente in terapia intensiva, a maggior ragione per la positività al Covid», conclude il primario della Chirurgia pediatrica che nelle scorse settimane aveva operato un bimbo di soli tre giorni, sempre per un problema intestinale, anche lui contagiato dal Coronavirus.


Al Salesi attualmente sono ricoverati altri 2 bambini infettati dal virus: si trovano in osservazione nel reparto di Pediatria, ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Altri due bambini erano stati dimessi lunedì, così come una donna in gravidanza che, risultata positiva al tampone, era stata ricoverata nel reparto di Ostetricia. «I bambini infettati dal Covid sono in aumento perché la diffusione del virus è maggiore - spiega il professor Cobellis -, ma fortunatamente i casi chirurgici sono rari, così come i casi gravi». Ma tra la prima e la seconda ondata della pandemia erano stati trattati anche 5 bambini positivi al Covid e affetti dalla ormai nota Mis-C sindrome infiammatoria multisistemica che comporta a volte importanti complicanze vascolari e cardiache.

 

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