Ordinanza antidegrado, piazza del Papa rispetta le regole. Movida con il freno a mano tirato

Domenica 20 Marzo 2022 di Andrea Maccarone
C'è voglia di tornare ad uscire e vivere la città

ANCONA - Primo test dell’ordinanza antidegrado. Piazza del Papa rispetta le regole. Gli operatori, soprattutto a tutela degli stessi clienti, hanno ricordato agli avventori distratti di non passeggiare fuori dai dehors con le bevute in mano. E infatti venerdì sera tutto è filato liscio. Ma i gestori dei locali non sembrano comunque aver accettato a cuor leggero le nuove restrizioni. Non tanto la chiusura anticipata alle 2, che in fin dei conti riduce il rischio di incorrere in problemi legati a possibili disordini. 

 
Gli effetti delle regole
È, invece, il divieto di vendere drink da asporto dopo mezzanotte a pesare sull’economia delle imprese della movida. Un tempo il venerdì sera di Piazza del Papa era il trampolino di lancio per il weekend. Tavoli sold out già dall’aperitivo, e dopo cena il pienone. Adesso il venerdì sembra un normale infrasettimanale. Per gli operatori è diventata una serata sotto tono. E forse, per effetto dell’ordinanza, l’altra sera c’era anche meno gente rispetto alla media delle ultime settimane. Una movida composta, seduta. Col freno a mano tirato.

Quasi con il timore di alzarsi col drink in mano per andare a salutare l’amico al tavolo accanto. Per carità, l’ordinanza non è così fiscale. È tollerato avvicinarsi a un’altra comitiva e restare in piedi a chiacchierare. Infatti qualcuno l’ha fatto. Anche perché se non fosse concesso nemmeno questo, non sarebbe un buon segnale. Ad ogni modo la movida edulcorata è sembrato aver abbassato il volume. E anche l’affluenza, almeno per questo venerdì sera. 


«E’ deprimente per chi fa impresa e crea occupazione lavorare in questo modo - lamenta Carlo Bolletta del Civico 61 - prima ci fanno investire a determinate condizioni, poi cambiano le carte in tavola introducendo regolamenti che secondo me sono assurdi e che vanno a penalizzare chi cerca di fare impresa». Seppure la sanzione per l’asporto oltre l’area di competenza dei locali non tocchi i gestori, sono stati proprio loro a prodigarsi in un’opera di sensibilizzazione verso i clienti. 


«Io ho addirittura affisso un cartello - racconta Daniele Strati del bar Chapeau - e poi ho ripetuto a tutti di fare attenzione a non girare con le beute in mano e di tenersi sempre nelle vicinanze dei tavoli». In questo modo venerdì sera non ci sono state situazioni fuori dai limiti. Anche perché le pattuglie della polizia a presidio della piazza sono state per tutta la sera posizionate su ogni lato. Quindi se ci fosse stato bisogno di redarguire qualche cliente poco avvezzo al rispetto delle regole, l’avrebbero fatto all’istante. Invece è andato tutto per il verso giusto. «L’ordinanza viene rispettata - conferma Silvio Matenco, titolare del pub King Edwards - però dobbiamo spiegare a tutti che oltre la mascherina all’interno, il distanziamento, il greenpass rafforzato e tutti cavilli delle regole anticovid, c’è pure questa novità del drink che va bevuto al tavolo. Insomma non è proprio semplice fare il nostro normale lavoro e in più gestire una serie di altre responsabilità». E per essere sicuri di non incorrere in errori fatali che potrebbero mettere a repentaglio il prosieguo dell’attività, c’è chi richiama all’ordine la security. «Per questa sera (ieri per chi legge, ndr) ho chiamato la sicurezza. Non si sa mai, meglio avere tutto sotto controllo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA