Muore dopo l'agonia per overdose
Andrea 45 anni dona gli organi

Mercoledì 9 Gennaio 2019 di Stefano Rispoli

ANCONA - Ucciso dalla droga, donerà gli organi. E’ l’ultimo gesto d’amore di Andrea F., il 45enne anconetano che si è arreso ieri dopo aver lottato per tre giorni contro gli effetti di un’overdose letale. Era in coma da sabato scorso, quando è stato trovato privo di sensi nei bagni pubblici di piazza d’Armi. Nelle ultime ore il suo quadro clinico aveva dato lievissimi segnali positivi, seguiti, però, da un drastico peggioramento. Di fronte all’assenza totale di funzioni cerebrali, ieri mattina alle 10,30 il collegio medico convocato dalla direzione ospedaliera di Torrette ha avviato la procedura per l’accertamento di morte cerebrale, ufficializzata dopo le sei ore di osservazione. Il fratello e i familiari, con un gesto di grande generosità, hanno dato l’assenso alla donazione degli organi, possibile, sia pure in casi limitati, anche per persone tossicodipendenti. Le procedure di espianto sono cominciate nella notte.
  
La droga torna a uccidere. Una piaga senza fine. Anche stavolta è stata fatale un’iniezione di eroina, forse tagliata male o forse troppo pura, come avviene sempre più spesso nel mondo dello spaccio, con i pusher che, per fidelizzare i clienti, per qualche decina di euro in più garantiscono uno sballo assoluto. A volte mortale. Indaga la Squadra Mobile dorica, che ha prelevato campioni della sostanza stupefacente per analizzarla e cercare di risalire allo spacciatore che potrebbe averla venduta al 45enne. Preziose saranno le testimonianze degli amici che erano con lui, in quel maledetto sabato pomeriggio, nei pressi dei bagni pubblici di piazza d’Armi, abituale luogo di ritrovo per tossici. Sono stati loro a lanciare l’allarme quando si sono accorti che Andrea era crollato a terra e non respirava più. L’hanno trascinato fuori e hanno provato a rianimarlo, in attesa dell’arrivo dei soccorritori che hanno compiuto un mezzo miracolo, riuscendo a far ripartire il suo cuore dopo quasi un’ora di massaggio cardiaco, eseguito dal medico del 118 con l’assistenza del personale della Croce Rossa. Poi la corsa disperata all’ospedale e il ricovero d’urgenza nella clinica di rianimazione. Le sue condizioni sono apparse subito critiche. L’attività cerebrale era fortemente compromessa. E dopo l’illusione di un possibile miglioramento, ieri purtroppo si è arreso definitivamente.
 
Si allunga il macabro elenco delle morti per overdose. L’ultimo anconetano ucciso dalla droga-killer è stato un 54enne, stroncato dall’eroina nel luglio scorso mentre si trovava in vacanza a Rimini a casa di amici. A marzo un 45enne di Castelfidardo era stato trovato senza vita su un autobus extraurbano nella tratta Ancona-Recanati, morto per un’iniezione di eroina sotto gli occhi dei passeggeri sconvolti. A febbraio un clochard di 41 anni fu stroncato da un’overdose nei pressi del parcheggio Traiano, mentre si proteggeva dal freddo con una coperta e in mano stringeva un peluche. Negli ultimi anni piazza d’Armi, punto d’incontro fra tossici e pusher, si è trasformata in un teatro di morte. Partite sporche di eroina ammazzarono nel 2016 un anconetano di 49 anni, scomparso da una settimana e ritrovato senza vita negli spogliatoi dell’ex campo sportivo, e qualche mese dopo un 53enne, il cui corpo esanime fu notato da un passante sotto il porticato delle bancarelle. Nello stesso anno, anche un 42enne morì per un’overdose in via Fuà: una terribile scoperta per la madre, che lanciò inutilmente l’Sos. Fiumi di droga continuano a scorrere nel capoluogo, nonostante il gran lavoro compiuto da polizia e carabinieri che nel 2018 ad Ancona e dintorni hanno arrestato 140 persone per spaccio e sequestrato oltre 150 chili di droga (soprattutto marijuana) che, immessa nel mercato, avrebbe fruttato almeno un milione e 700mila euro di proventi illeciti.

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