Turni doppi ai tavoli e steward contro gli assembramenti: si rianima la movida nel "salotto" di piazza del Papa

Torna la movida in piazza del Papa
Torna la movida in piazza del Papa
di Andrea Maccarone
4 Minuti di Lettura
Domenica 23 Maggio 2021, 06:15

ANCONA - Un’ora in più riporta il movimento in Piazza del Papa. Locali sold out nel primo weekend di coprifuoco alle 23. Il flusso si distribuisce su due turni: aperitivo e cena. Una manna dal cielo per gli operatori che possono lavorare con più tranquillità. Si rivede anche un target di under 30 che mancava da tempo. Massima attenzione dei gestori dei locali anche alla sicurezza nella gestione dei gruppi. Qualcuno ricorre alla sicurezza privata per scongiurare possibili assembramenti vietati dalle regole anti-Covid.

 
La ripresa verso una graduale normalità fa rifiatare i locali del centro. Tavoli pieni, nonostante le capienze ridotte e i distanziamenti, e prenotazioni obbligatorie. Segnali di ripartenza evidenti che mettono gli operatori di buon umore, in vista di un’estate che, secondo i primi annunci, dovrebbe riprendere i ritmi messi in archivio da molto tempo. «Siamo sereni - afferma Federico Pesciarelli della Raval Family - e aspettiamo con ansia i prossimi allentamenti delle restrizioni».
C’è voglia d’estate e la clientela si riversa in centro con un certo entusiasmo, alla ricerca di un posto per ristabilire quella socialità rimasta in stand by da mesi. «C’è movimento - afferma Daniele Strati del bar Chapeau - la gente arriva presto e si siede già nel pomeriggio per fare i primi aperitivi». «C’è voglia di stare in giro e di incontrarsi - conferma Francesco Pinna di Gnaogatti - si avverte una maggiore tranquillità anche da parte della clientela. Arrivano notizie incoraggianti a livello nazionale e questo si traduce in un approccio più sereno da parte delle persone che fino a qualche settimana fa erano ancora un po’ titubanti nel frequentare i locali pubblici». 
Ma la fiducia dei clienti si conquista anche tramite un comportamento attento degli operatori. Così qualcuno decide addirittura di dotarsi di un servizio di sicurezza privato. Parola d’ordine: prevenzione. Il rischio assembramento è sempre dietro l’angolo. E tra i gestori c’è chi si dota di una security privata. «Abbiamo fatto questa scelta e non siamo gli unici - continua Daniele Strati - ma sia chiaro, non per scongiurare risse o eventi di questo tipo, ma per monitorare che non ci siano assembramenti tra i clienti e che tutti indossino la mascherina e rispettino il protocollo». Tra le tante abitudini stravolte portate dalla pandemia, c’è anche una responsabilità in più che ricade sulle spalle degli esercenti: ovvero quella di controllare con mille occhi che la clientela sia ligia al rispetto delle norme. «Da parte nostra facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità - continua Strati - ma ci aspettiamo che ci sia un supporto anche dalle forze dell’ordine». Su questo versante il coprifuoco aiuta a tenere lontani i giovanissimi, più difficili da gestire in certe situazioni.
La chiusura alle 23 permette una migliore organizzazione del servizio. «Si riesce a distinguere meglio l’aperitivo dalla cena - spiega Pinna - e noi possiamo lavorare con una maggiore tranquillità. Non siamo costretti a svolgere il servizio col pressing dell’orario». «Si lavora bene anche con un target che va dai 30 anni in su - continua Strati - per ora non si vedono gli under 18 che creavano non pochi problemi». Il target, infatti, ha rappresentato l’anno scorso un problema di ordine pubblico durante la fine del primo lockdown. Alcune risse sfociate in Piazza del Papa avevano gettato sconforto e preoccupazione tra gli esercenti. 
«Quest’anno è tutto più tranquillo - dice Pesciarelli - durante la settimana c’è anche meno affluenza, mentre il weekend abbiamo un target molto trasversale: dalle famiglie ai giovani. Ma il clima è sempre molto rilassato». Buona la prima, allora. L’esordio del coprifuoco alle 23 ha permesso alle attività di organizzare al meglio il lavoro. E si attende con ansia il giro di boa dei prossimi allentamenti delle misure restrittive.

© RIPRODUZIONE RISERVATA