Drink "fai da te" in piazza del Papa. Il Questore: «Varchi anti alcol». Torna lo spettro del numero chiuso

Giovedì 24 Marzo 2022 di Stefano Rispoli
Drink "fai da te" in piazza del Papa. Il Questore: «Varchi anti alcol». Torna lo spettro del numero chiuso

ANCONA - Varchi nel perimetro di piazza del Papa per bloccare i malintenzionati o i giovani muniti di drink fai da te. Non un vero contingentamento della piazza - il numero chiuso resta l’extrema ratio a cui si arriverà in caso di necessità - ma un modo per monitorare il flusso di giovani che affollano il cuore della movida, destinato a crescere con l’arrivo della bella stagione. L’ipotesi è già stata contemplata durante gli ultimi Comitati provinciali di sicurezza riuniti in prefettura, ma è tornata d’attualità e potrebbe essere messa in pratica nel caso si dovessero verificare nuovi episodi critici, come le risse avvenute nei mesi scorsi.

  

L’ipotesi

«Attivare dei controlli in corrispondenza dei varchi d’accesso a piazza del Papa potrebbe rivelarsi molto utile per contrastare un fenomeno diffuso, di cui gli stessi operatori si lamentano: quello dei ragazzini che si presentano con bottiglie di alcolici acquistate al supermercato o in altri bar della città - spiega il questore Cesare Capocasa -. Una soluzione che in passato ho già avuto modo di adottare a Ferrara e che ha portato a risultati soddisfacenti». D’altronde, più di una volta nei vertici in prefettura si è ribadita l’importanza di procedere per step, come un cerchio che si stringe sempre di più: dopo i pattugliamenti stanziali nel weekend è arrivata l’ordinanza anti-alcol, con il divieto di drink da asporto dalla mezzanotte e la chiusura anticipata alle 2 per i locali di piazza del Papa. Il prossimo passaggio potrebbe essere proprio l’allestimento di varchi di controllo per tenere alla larga le baby gang e i molestatori della movida. 

I provvedimenti 

Ma intanto, prefettura e questura procedono sul solco già tracciato: prevenzione e sanzioni. Ieri è stato inflitto un altro duro colpo a due locali che sulla carta erano bar, ma di fatto erano veri e propri night. Su segnalazione del questore Capocasa al prefetto Pellos, i Comuni di Ancona e Montemarciano hanno revocato le licenze Scia del Blue Moon di Vallemiano e del Venus Bar. I due locali, secondo gli accertamenti svolti tra gennaio e febbraio dalla Divisione Amministrativa della questura e dal Commissariato di polizia di Senigallia, si erano trasformati in night club, svolgendo attività di intrattenimento senza aver mai conseguito l’apposita licenza di pubblico spettacolo. Il Blue Moon già a ottobre era stato chiuso per 20 giorni dopo una violenta rissa avvenuta dentro e fuori dal locale. Il 15 gennaio è scattato un nuovo stop per 5 giorni per violazione delle norme anti-Covid e il 20 gennaio una terza chiusura per 20 giorni proprio perché nel locale c’era una “figurante di sala” che intratteneva i clienti in abiti succinti, ma senza contratto. Anche il Venus di Montemarciano, pubblicizzato sui social come “uno dei più grandi night club del centro Italia”, lo scorso 8 febbraio è stato chiuso per 20 giorni per la presenza di sexy intrattenitrici che non erano state regolarmente assunte. Per entrambi i locali ora è scattata la revoca della licenza. 

Pugno di ferro 

Il pugno di ferro ha colpito nei giorni scorsi anche due locali del centro, ma per altre ragioni: il Civico 61 di piazza del Papa (stop di 4 giorni) perché un barista era senza mascherina e il Bar del Porto (sigilli per 10 giorni) dopo la zuffa scoppiata sabato scorso che ha portato all’arresto di un ragazzo statunitense che ha preso a pugni un 32enne, finito all’ospedale con 40 giorni di prognosi. «Nessuno vuole essere repressivo - precisa il questore -, abbiamo sempre dialogato con i commercianti e le associazioni di categoria con l’obiettivo di individuare insieme una strategia equilibrata per il divertimento sicuro. Ma con chi non rispetta le regole dobbiamo per forza intervenire, proprio per garantire la tutela di tutti». 

 

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