Stop a risse e ubriaconi, ecco l'ordinanza che frena l'alcol libero: regole più severe al Piano e in piazza del Papa

Venerdì 11 Marzo 2022 di Lorenzo Sconocchini
Stop a risse e ubriaconi, ecco l'ordinanza che frena l'alcol libero: regole più severe al Piano e in piazza del Papa

ANCONA - Basta con i bivacchi di sbandati che stappano bottiglie a ogni ora del giorno e della notte, soprattutto nel quartiere del Piano. Basta con la malamovida di ragazzi ubriachi che si azzuffano, in particolare nel salotto di piazza del Papa e dintorni. Il sindaco Valeria Mancinelli passa dalle parole - come quelle dedicate l’altro ieri ai vandali, definiti “sfigati” - ai fatti, firmando un’ordinanza che limita fortemente il consumo di alcolici al di fuori delle residenze private o dei locali come bar, pub e ristoranti autorizzati alla somministrazione.

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Il provvedimento, che entrerà in vigore da giovedì prossimo e varrà fino al 30 giugno, propone limiti orari e divieti in parte validi in tutta Ancona, con un paio di appendici ad hoc per piazza del Plebiscito (o del Papa, come la chiamano tutti) e per il quadrilatero caldo del quartiere Piano. In tutto il territorio comunale, dalle ore 21 alle 7 del giorno dopo, sarà vietato consumare alcolici e superalcolici su aree pubbliche e aree private ad uso pubblico o aperte al pubblico. Fino a mezzanotte verrà consentito il consumo di alcolici da asporto in bicchiere, anche di vetro, ma solo in prossimità del pubblico esercizio dove la bevanda è stata acquistata. Per i furbetti che pensano di bluffare, fingendo di aver acquistato al bar dell’angolo la birra o lo “shottino” di vodka, c’è una contromisura. «I consumatori sono tenuti a conservare lo scontrino da esibire in caso di controlli delle forze dell’ordine», dispone l’ordinanza pubblicata ieri all’albo pretorio online del Comune.

Al tavolo come prima

Nessuna penalizzazione per la bevuta al bar o il calice ordinato nei ristoranti. Il consumo di alcolici al tavolo, come pure nei dehors autorizzati, resta consentito fino alle 3 di notte. Ma dovrà essere cura degli esercenti aperti oltre le 21 informare i consumatori, «anche mediante l’affissione di cartelli ben visibili», di quanto stabilito dall’ordinanza in merito all’asporto in bicchiere. L’ordinanza interviene anche sugli orari, almeno nei luoghi caldi della movida. Gli esercizi pubblici che si affacciano su piazza del Plebiscito e nelle vie che vi accedono (Pizzecolli, Bonda, Aranci, Gramsci, Orefici, Beccheria, Matteotti nel tratto compreso tra via Bernabei e via Zappata) dovranno restare chiusi dalle ore 2 alle ore 7. Non vengono introdotte ulteriori limitazioni per la musica nei dehors, che al momento, ricorda l’ordinanza, è consentita fino a mezzanotte «e deve comunque consentire la normale conversazione ai tavoli».
Restrizioni specifiche, non solo notturne, riguardano il perimetro del Piano che ricomprende piazza Ugo Bassi, corso Carlo Alberto, via Pergolesi e il tratto di via Giordano Bruno da via Pergolesi a piazza Ugo Bassi. Lì sarà vietato, a qualsiasi ora, consumare alcolici e superalcolici su aree pubbliche e private aperte al pubblico. Unica eccezione; la somministrazione al tavolo nei dehors autorizzati. Per spiegare quanto fosse necessario un giro di vite, nelle premesse il sindaco ricorda che pure di recente si sono verificati «diversi episodi di abuso di alcolici anche da parte di minori, in particolare nei luoghi della “movida”, in primis piazza del Plebiscito». Eccessi alcolici sono stati segnalati anche nelle vicinanze di corso Carlo Alberto e, in orari notturni, sempre in zona piazza del Plebiscito, «con effetti negativi sulla quiete pubblica, a causa di schiamazzi, e sul decoro urbano, per l’abbandono di rifiuti e l’espletamento di bisogni corporali nella pubblica via e negli androni dei palazzi». 

Il Comitato in Prefettura

Il sindaco, per motivare le limitazioni, fa presente che più volte le forze dell’ordine sono intervenute per sedare liti che spesso hanno interessato baby gang. Del resto la necessità di provvedimenti, fa presente Mancinelli, era emersa sia nelle riunioni del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in Prefettura, che negli incontri con le associazioni di categoria, dove gli operatori hanno chiesto di poter lavorare in sicurezza. Così, arriva un’ordinanza che potrà essere modificata o integrata «con ulteriori limitazioni in relazione all’efficacia delle misure adottate». Per chi non rispetta i divieti dell’ordinanza è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 500 euro. Chi salda entro 60 giorni, avrà una riduzione con il pagamento del doppio del minimo, vale a dire 154 euro.

 

Ultimo aggiornamento: 12 Marzo, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA