Meno liste d’attesa e più interventi: a Torrette la nuova sala operatoria

Martedì 1 Settembre 2020 di Michele Rocchetti
Meno liste d’attesa e più interventi: a Torrette la nuova sala operatoria

ANCONA  - Una risposta alla crescente richiesta da parte della popolazione, soprattutto quella più anziana, che porterà all’abbattimento delle liste di attesa, ma anche un modo per liberare risorse umane e spazi all’interno del blocco operatorio centrale, dove avranno così maggior possibilità di essere trattate patologie più gravi e complesse come quelle retiniche, glaucomatose e corneali. 

 
Presentato ieri il nuovo ambulatorio chirurgico dedicato alla cataratta degli Ospedali Riuniti. Si trova al quinto piano dell’ospedale di Torrette, all’interno della Clinica Oculistica diretta dal professor Cesare Mariotti, ed è già stato attivato d’urgenza durante il lockdown per permettere la continuità terapeutica della terapia intra-vitreale della degenerazione maculare legata all’età. «È una struttura che cercavamo di realizzare da tempo – dice il dg dell’ospedale, Michele Caporossi - Da una parte perché, non essendo le cataratte interventi urgenti, hanno lunghe liste di attesa. E invece col nuovo ambulatorio pensiamo di arrivare a farne 1.500 l’anno. Dall’altra in quanto fin’ora, pur essendo interventi ambulatoriali di routine, si svolgevano dentro il blocco operatorio maggiore, togliendo spazi agli interventi più significativi. Grazie al nuovo ambulatorio e al Day Surgery multidisciplinare che inaugureremo entro fine anno, libereremo il blocco operatorio da circa il 30% di interventi minori, così da arrivare a 35–37 mila interventi totali». Inoltre si darà anche una mano ai medici specializzandi e all’attività di ricerca dell’Università Politecnica delle Marche, che necessitano entrambi di una grande numerosità e complessità di casi. 

Proprio grazie alla collaborazione tra azienda ospedaliera e Univpm è stato creato un percorso sia assistenziale che di ricerca dedicato alla cataratta, che grazie a materiali innovativi e alle più recenti tecnologie strumentali, garantisce la riduzione del rischio operatorio e favorisce un miglior e più rapido recupero post-operatorio. «Anche se le complicanze insorgono in appena il 3% dei casi, non vanno trascurate – osserva Mariotti – in quanto la maggior parte dei pazienti ha tra i 70 e i 90 anni e soffre di altre patologie. Per questo ho chiesto e ottenuto la presenza fissa di un anestesista in ambulatorio». Secondo il governatore Ceriscioli «questo è un altro segno di vicinanza verso i cittadini, specie quelli più anziani, e quella di Ancona si conferma un’azienda ospedaliera a servizio di tutta la comunità regionale», mentre per il sindaco Valeria Mancinelli gli Ospedali Riuniti «dimostrano ancora una volta di saper guardare al futuro senza rinunciare a soddisfare i bisogni del momento».

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