Medici disobbedienti, scattano i primi provvedimenti: in 15 vengono sospesi per non aver fatto il vaccino. Il caso infermieri

Lunedì 9 Agosto 2021 di Maria Cristina Benedetti
Sono stati sospesi i primi 15 medici no-vax dell'Ordine

ANCONA - Scattano le prime quindici sospensioni di medici no vax. Un atto che è conseguenza delle segnalazioni spedite dall’Asur all’Ordine professionale provinciale. Sull’Albo quella mossa rimarrà incisa fino al 31 dicembre di quest’anno. Non oltre.

 

La fonte normativa è sempre la legge 76 che recepisce il decreto numero 44 dello scorso aprile: obbligo vaccinale per chi opera, a vario titolo, nelle trincee sanitarie. Con l’inevitabile corollario: stabilire come gestire coloro che, in corsia, hanno espresso la volontà di non arginare i rigurgiti pandemici con la profilassi anti-Covid. Una volta individuati, i camici bianchi che non rispondono ai dettami vengono allertati e hanno cinque giorni di tempo per rispondere e sostenere la loro decisione. A questo punto, l’Ordine, verificata l’evidenza dell’inosservanza, procede con la sospensione ex lege. 
«Vivo con dispiacere queste decisioni. Nell’ambito della professione medica – il tono del presidente dell’Ordine Fulvio Borromei ha la severità della partecipazione - l’obbligo vaccinale è un requisito, fatte salve le controindicazioni che potrebbero esserci. Ribadisco: è un requisito necessario, per la tutela della propria salute e della collettività. È una scelta etica importante. Un dovere». Torna a dire: «Sono molto dispiaciuto, anche se ritengo che il numero dei coinvolti sarà molto esiguo». Spiega il perché della sua convinzione: «Punto sempre al confronto e così è stato anche in questa occasione. In questi mesi abbiamo dato vita a un dibattito democratico». 
Agli Ospedali Riuniti s’insiste con quell’azione di stimolo, che non vuol essere un atto punitivo. Per dirla con le parole di Antonello Maraldo. Prosegue anche lì la fase operativa nei confronti del personale no vax. Dopo la pubblicazione, la scorsa settimana, della delibera che ha definito il perimetro dell’operazione, oggi si riunirà la commissione interna per stabilire quale sarà la destinazione dei primi sei segnalati, tra operatori sanitari e portinai. «Il controllo della sbarra d’entrata, che è all’esterno, potrebbe essere una delle ipotesi». Il direttore amministrativo va nelle pieghe: «È compito della commissione individuare le alternative per il ricollocamento temporaneo, mentre spetta a un medico stabilire dove andrà e chi. Un procedere caso per caso». Sempre oggi, quella stessa delegazione dovrà definire un regolamento da adottare per i sanitari non vaccinati, ma giustificati. In questo caso dovrebbe saltare l’ultimo passaggio della catena: la sospensione, nell’eventualità che non sia possibile trovare un’alternativa occupazionale. 
Si passa alla messa in atto e il fronte degli infermieri non resta indenne dai contraccolpi. All’Opi, l’Ordine della provincia di Ancona, sono arrivate, giovedì scorso, le prime 22 segnalazioni dall’Asur. Un nulla di fatto: il presidente provinciale Giuseppino Conti ha rispedito al mittente quell’elenco. «Scorrendolo - espone il motivo del suo gesto - mi sono reso conto di conoscere personalmente una di quelle professioniste indicate. Lavora in Toscana da anni, pur essendo iscritta da noi. L’ho chiamata e mi ha assicurato di essere vaccinata». Da qui, la decisione di chiedere una nuova verifica all’Azienda sanitaria: «Così come è stato fatto un errore, chi mi garantisce che non ne sia stato compiuto un altro?». Sempre per seguire il principio dell’azione di stimolo, che non vuol essere un atto punitivo. 

 

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