Dal centro al Piano, mascherine all'aperto obbligatorie per le festività: ecco la mappa dove varrà l'ordinanza

Domenica 28 Novembre 2021 di Maria Cristina Benedetti
In centro la mascherina sarà obbligatoria anche all'aperto

ANCONA - Confermato: sarà un Natale con le mascherine. Ancona è in linea con le grandi città, dove tornano obbligatorie anche all’aperto. L’ordinanza dovrebbe essere firmata a inizio settimana per tradursi in azione subito. In attesa di passare sul terreno dell’ufficialità, il perimetro, temporale e geografico, è già delineato: da inizio dicembre a metà gennaio, in tutti quei luoghi dove la distanza ravvicinata diventa una minaccia pandemica.

 

Stefano Foresi ipotizza la mappa: «Penso alla rotta delle festività, che si dipana tra le piazze Cavour e Roma, passando per corso Garibaldi». L’assessore dorico alla Sicurezza non si ferma al centro città. «In questo progetto anti-Covid metto dentro le aree mercatali, le zone delle bancarelle del viale della Vittoria, di piazza Roma e di piazza d’Armi. Includerei anche piazza Pertini». 


Foresi non taglia l’aria: «Vogliamo ragionare sui minimi dettagli. Quando il prefetto, durante il Comitato per l’ordine pubblico di venerdì, caldeggiava il ritorno all’uso dei dispositivi di protezione non più solo al chiuso, noi eravamo già decisi». Dalle supposizioni alle certezze, la parola passa a Valeria Mancinelli: «La questione la definiremo lunedì (domani, ndr)». Il sindaco sfronda: «Finiamo di valutare. Poi decideremo quando firmarla e quando entrerà in vigore». Non una parola di più. 


La Dorica si parametra alle grandi realtà urbane. La provincia no. Gianluigi Tombolini va diritto per la sua strada: «A Numana - il primo cittadino non tentenna - per ora non adotteremo l’ordinanza delle mascherine obbligatorie: non ci sono i presupposti. Registriamo appena tre casi di contagio». Filippo Moschella prende tempo: «Aspettiamo la riunione di Giunta di lunedì. È stata convocata d’urgenza proprio per discutere di questo argomento anche se attualmente la situazione per Sirolo, in assenza di turisti, ci sembra abbastanza serena, siamo sotto i cinque casi positivi. I cittadini sono molto oculati». Il sindaco lo dimostra sul campo: «C’è stata un’impennata di richieste di vaccinazioni al punto comunale, presso la Croce Azzurra». 


Naviga a vista Stefania Signorini, fascia tricolore di Falconara. «Stiamo valutando anche noi l’obbligo delle mascherine all’aperto, là dove possono verificarsi assembramenti, soprattutto in centro. L’importante è il monitoraggio stretto e l’agire di conseguenza. Per evitare altre chiusure drastiche». Simone Pugnaloni, volto e voce di Osimo, fa valere il distinguo: «Alzare il livello d’attenzione è giusto, ma fare scelte immediate no. Aspettiamo le indicazioni del Governo centrale. E poi qui sono tutti molto responsabili». Non apprezza il procedere in ordine sparso, Massimo Bacci: «Credo che tutte le misure che generino un effetto deterrente sul virus siano un bene. Ma reputo - è la convinzione del sindaco di Jesi - che sia più opportuna una decisione presa a livello regionale o nazionale. Avrebbe più efficacia».

Non si sposta Oriano Mercante, da Camerano, fisiatra e medico del lavoro: «Prenderemo in considerazione l’obbligo di mascherine all’aperto se la situazione dovesse peggiorare. La percentuale dei cameranesi vaccinata supera il 90%, eviterei provvedimenti eccessivamente restrittivi. Per il momento nessuna ordinanza». Gabriele Santarelli, parla da e per Fabriano: «La mascherina all’aperto è necessaria nei casi in cui si possono formare assembramenti, ma non siamo in una fase nella quale obbligarne l’uso sempre e comunque». Massimo Olivetti entra nelle pieghe: «Già esiste l’obbligo di indossarla all’aperto in caso di affollamenti, quindi - è il primo cittadino di Senigallia a dire - invito tutti a continuare a rispettarlo. Stiamo tuttavia valutando un provvedimento più restrittivo, che potrebbe entrare in vigore dal 6 dicembre, in concomitanza con le nuove disposizioni del Governo, nei luoghi più frequentati del centro storico. Ma ci stiamo ancora ragionando perché, ripeto, c’è già una disposizione nazionale. Se servirà ribadirlo, lo faremo».

 

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