Addio stazione di Ancona Marittima
Dal 13 dicembre navette per i pendolari

Addio Ancona Marittima
La stazione chiude il 13
Navette per i pendolari
ANCONA - La stazione marittima di Ancona chiuderà il 13 dicembre.

Sarà sostituito da un servizio di navette che dalla stazione centrale porterè i pendolari in centro. La sentenza definitiva è venuta dopo un intenso e a volte tempestoso dibattito in consiglio regionale: l'assemblea ha bocciato con 15 voti contrari e 11 a favore la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle contro la soppressione della Stazione Ferroviaria Marittima di Ancona.

Al voto non ha partecipato il consigliere regionale del Pd Enzo Giancarli, che si era a lungo battuto per il mantenimento della linea che porta dalla stazione centrale al porto. Il capogruppo pentastellato Gianni Maggi ha accusato la Giunta regionale e il presidente Ceriscioli di avere disatteso il programma di legislatura e il Def regionale nella parte relativa alla mobilità sostenibile "per disciplina di partito".

"Speravo di poter ritirare questa mozione con l'annullamento della delibera della Giunta regionale sulla chiusura della stazione. Invece - ha aggiunto - nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un lavorio ai fianchi, un'operazione mediatica culminata nella riunione della terza Commissione di ieri che si è risolta con un nulla di fatto. Riunione in cui "si sono confrontati due pareri tecnici diversi, ma soprattutto su una questione di minuti".

"Si parla tanto di restituire il porto traianeo alla città - e si chiude una tratta al servizio dei pendolari e dei turisti, che avrebbe potuto portare i viaggiatori fino all'arco di Traiano. Il Comune di Ancona vuole al chiusura e anche l'autorità portuale si è accodata. ma quali interessi ci sono dietro?".

Il presidente Ceriscioli ha replicato sorridendo che "la disciplina di partito non esiste più e neppure il partito come era una volta". Poi ha raccontato di avere viaggiato sulla tratta oggetto del dibattito: "bellissima visivamente, ma poco funzionale, perchè si procede lentamente".

Secondo il governatore in ogni decisione "c'è una bilancia: se si vuole mantenere la linea bisogna realizzare il progetto di adeguamento della sicurezza di Fs. Al quale sono contrari due soggetti: il Comune che ritiene la tratta rischiosa (non ci sono recinzioni) e l'Autorità portuale che ritiene il progetto troppo impattante. Era disposta a valutarne altri, ma non ci sono. Come presidente - ha insistito - mi sono battuto per il mantenimento dell'Autorità portuale di Ancona e ora contestiamo le sue scelte vedendoci dietro chissà quali interessi?".

Nel dibattito hanno preso la parola il capogruppo del Pd Busilacchi (che a proposito di sostenibilità ha invitato a valutare anche quella economica: »la Regione spende 820 mila euro per quella linea, una navetta sostitutiva costerebbe solo 27 mila euro l'anno«), Sandro Zaffiri (Lega nord) che ha tirato in ballo "la lobby dei camionisti", e ancora il pentastellato Fabbri, il forzista Piero Celani e l'assessore regionale ai Trasporto Angelo Sciapichetti che ha invitato ad "attenersi ai fatti".

Dal canto suo Giancarli, ha rivendicato la vicinanza politica al sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, accusata dall'opposizione di volrere la chiusura della Marittima, ma ha ribadito la sua linea di difesa delloscalo (che lo ha portato a non partecipare al voto). "Contano i pareri tecnici - ha detto -. Ma credo che con la volontà politica si costruiscono progetti nel rispetto delle norme. Se andiamo a smantellare una rete ferroviaria - ha ammonito -, si sa dove si comincia, non dove si finisce. E faccio fatica a credere che sia più pericoloso il tratto Ancona-Ancona marittima rispetto ai Frecciarossa che quotidianamente attraversano le stazioni di Falconara, Fano, Senigallia. Ogni scelta che facciamo - ha concluso - dovrebbe rafforzare il ruolo di capoluogo di Ancona".
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Martedì 24 Novembre 2015, 22:29 - Ultimo aggiornamento: 27-11-2015 20:36

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