Giochi erotici in prima elementare, maestro cacciato da tutte le scuole. Bambina lo accusa, poi quelle agendine in casa

Venerdì 25 Settembre 2020 di Lorenzo Sconocchini
ANCONA - Una bambina lo accusa di averla coinvolta in giochi erotici, in prima elementare, facendole credere che si trattava solo di uno svago, giusto per rendere la didattica meno pesante. E adesso un maestro di trent’anni è indagato per violenza sessuale, con il divieto assoluto di avvicinarsi a qualsiasi tipo di scuola. Ma non c'è solo il racconto della bambina...

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Contro di lui, oltre al racconto dell’alunna, ritenuto dal giudice per le indagini preliminari credibile, anche il contenuto di agendine e diari sequestrati in casa dell’insegnante, dove sono raccolti appunti che denoterebbero, secondo la Procura, attenzioni morbose nei confronti di alcuni suoi scolari, trattati quasi da coetanei. Parla di biscotti regalati durante la merenda, si lamenta di non aver avuto in cambio un bacino, racconta il piacere provato dal tenere le bambine sulle ginocchia, si scalda il cuore con il calore delle loro mani. Scorrere quei diari, è stato un brutto colpo anche per investigatori abituati alle indagini più scabrose. 
Già nel dicembre scorso, poche settimane dopo la denuncia dei genitori della piccola, l’insegnante - supplente nella scuola elementare di un istituto comprensivo di Ancona - era stato sospeso dal gip del Tribunale di Ancona per otto mesi dall’esercizio del pubblico servizio di insegnamento nella scuola pubblica o privata. Nel frattempo, senza che la notizia trapelasse, l’indagine coordinata dal pm Irene Bilotta e affidata alla Squadra Mobile dorica è andata avanti. Scaduta ad agosto l’interdizione dall’insegnamento, la Procura ha chiesto una misura cautelare più pesante, sollecitando gli arresti domiciliari per il maestro, impegnato anche nel volontariato, almeno fino a qualche tempo fa, con un’associazione attiva nel Maceratese, che fa animazione e organizza gite ed eventi. 

Niente arresti domiciliari
Il gip però ha ritenuto che, almeno in questa fase delle indagini preliminari, bastasse, per preservare le prove e impedire altri reati dello stesso genere, che al giovane maestro elementare fosse impedito di dimorare nei luoghi in cui si trovano istituti scolastici di ogni ordine e grado. Così mercoledì pomeriggio i poliziotti della Mobile, Sezione reati contro la persona, in danno di minori e a sfondo sessuale, hanno notificato all’insegnante, residente a Jesi, la misura coercitiva del divieto di dimora, che gli impedisce di entrare o anche solo di avvicinarsi alle scuole pubbliche e private in tutto il territorio nazionale. Nel provvedimento si ipotizzano reati gravissimi, di violenza sessuale su minore. Secondo il racconto fatto dalla bambina ai genitori (poi confermato dalla minore, assistita da una psicologa, nel corso di un incidente probatorio in Procura che cristallizza la testimonianza della vittima in vista dell’eventuale processo) il maestro avrebbe abusato sessualmente di lei, toccandola nelle parti intime, con il più subdolo dei tradimenti. Le avrebbe fatto credere, appartandosi con lei durante la ricreazione, che si trattava di un gioco nuovo, per abbassare le sue difese. Tanto che tra le diverse aggravanti contestate all’indagato - l’età della vittima inferiore ai 14 anni, la sua condizione di inferiorità fisica e psichica, l’aver agito nell’esercizio delle proprie funzioni di incaricato di pubblico servizio e ai danni di una minore che le era stata affidata per ragioni di educazione e istruzione - c’è anche quella di aver agito con l’inganno. 
Reati gravissimi di violenza sessuale, puniti con il carcere da 6 a 12 anni, anche se il codice per casi del genere (un tempo qualificati come atti di libidine violenta) prevede una riduzione della pena. Va detto che l’insegnante, già interrogato dal gip prima della sospensione dall’insegnamento, giura di non aver fatto nulla di male, ammette tutt’al più di aver avuto qualche pensiero troppo affettuoso, senza tradurlo in azioni concrete sconvenienti. Prima che lo allontanassero dalla scuola, aveva un curriculum immacolato e nessuna ombra sul certificato penale. 

Le microspie in classe
I detective della Squadra mobile dorica, diretta dal vicequestore Carlo Pinto, appena raccolta la denuncia avevano anche piazzato delle microspie nella scuola elementare dove insegnava il maestro, in un quartiere popolare di Ancona, senza però riuscire a filmare scene compromettenti o sospette. Oltre al racconto lucido e dettagliato della bambina, che parla anche di un compagno molestato sessualmente dal maestro (episodio però al momento non contestato nella misura cautelare), altri imdizi sono emersi nel corso di una perquisizione in casa dell’insegnante, che abita con i genitori Gli hanno sequestrato computer e altri supporti informatici (dove però non ci sarebbero tracce di frequentazioni di siti a rischio di pedofilia) e soprattutto diverse agendine e diari, con appunti ritenuti utili a tracciare il profilo psicologico del maestro e a testimoniare le sue attenzioni morbose.

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